il caso
Da Stesicoro all'Alberghiero, allarme tra gli studenti dopo l'aggressione a Elio: «Ma ti senti sicuro a Catania?»
La Consulta provinciale studentesca ha proposto un sondaggio sulla situazione Per il presidente della Commissione legalità Perla «forse non cambierà le cose, ma è un giusto contributo»
A dieci giorni dalla brutale aggressione del 14enne Elio perpetrata da una banda composta da suoi coetanei c'è chi proprio «non ci sta» a far spegnere i riflettori sulla questione sicurezza in città. Parliamo della Consulta provinciale studentesca, di recente rinnovata, e della proposta avanzata dal presidente della Commissione legalità Andrea Perla che verrà presentata nel corso dell'assemblea plenaria prevista la prossima settimana.
Di cosa si tratta? «Al netto di iniziative di sensibilizzazione, che non mancheranno e sono già in cantiere, la proposta nello specifico riguarda un monitoraggio – spiega Perla a “La Sicilia” – che coinvolgerà tutte le scuole superiori, magari iniziando prima da Catania per poi allargarlo agli altri Istituti della provincia, chiedendo aiuto e supporto ai dirigenti scolastici e ai rappresentanti d'istituto. È un sondaggio che come Consulta realizziamo ogni anno su varie tematiche, ma che stavolta non poteva non riguardare sicurezza e legalità, temi che una volta di più interessano anche noi ragazzi. Abbiamo in mente domande a risposta aperta i cui risultati verranno condivisi, sia in corso d'opera che a sondaggio ultimato, con sindaco, questore e prefetto, tutti dati e informazioni che riteniamo importanti per poter lavorare in modo mirato».
«Le domande sono in fase di definizione – prosegue – per fare qualche esempio, saranno del tipo: “hai fiducia nelle istituzioni?”, “ti senti sicuro nella tua città?” o ancora, “cosa cambieresti?”. Confidiamo in ulteriori spunti proprio dagli studenti. Non saremo forse noi a cambiare le cose, ma è un contributo che è giusto dare. E poi, se non ci muoviamo noi per primi, come possiamo pretendere che altri lo facciano?». Il punto fermo e convinto però resta, «a muoversi devono essere le istituzioni e la politica, il sindaco con l'intero consiglio comunale. Ce lo aspettiamo, e non parliamo di maggioranza e opposizione, ma di esseri umani che vogliono una città sicura in cui vivere, per sé stessi e per i propri figli».
Certo, in piazza Stesicoro ormai ogni giorno sono presenti pattuglie di forze dell'ordine, ma basta davvero? «È una presenza rassicurante – risponde – ma non dovrebbe essere normale e non è detto che si eviti la degenerazione di alcune situazioni in zone cieche. Così come non è normale che un ragazzino di 14 anni che aspettava gli amici per uscire insieme si ritrovi in una aggressione di gruppo con tirapugni o altro, per di più da parte di altri ragazzini. È grave, c'è un problema di fondo nella società ed è anche questione di mentalità, anche di chi non è intervenuto immediatamente».
«Elio, tra l'altro, è studente dell'Alberghiero Wojtyla, di cui io sono rappresentante d'Istituto. – rileva ancora - non lo conoscevo personalmente perché frequenta il plesso centrale, ma ci siamo sentiti tutti vicini a lui. Quando si è saputo del fatto ho voluto mandare subito un messaggio al padre con il mezzo più veloce a mia disposizione, Instagram. Cerchiamo di tenerci sempre aggiornati sulle sue condizioni, che si chiariranno nei prossimi giorni, ma i medici sono ottimisti. Per quanto riguarda i colpevoli confido in misure punitive, ma che li rieduchino anche a stare nelle regole».