16 gennaio 2026 - Aggiornato alle 07:05
×

Scienze politiche

L’Università allo Zen e allo Sperone, orientamento e lezioni ai ragazzi

Il direttore Costantino Visconti: «Affiancheremo associazioni e istituzioni»

16 Gennaio 2026, 06:30

L’Università allo Zen e allo Sperone, orientamento e lezioni ai ragazzi

L’università esce dalle aule e va nei quartieri più fragili della città. Dallo Zen allo Sperone, con l’obiettivo dichiarato di «ricucire» pezzi di città e mettersi concretamente al servizio di chi ogni giorno lavora sul territorio e degli abitanti che vi risiedono.

L’annuncio è arrivato ieri durante la presentazione del progetto nazionale «Includo – Numeri, sguardi e prospettive», ospitata al Dipartimento di Scienze politiche e delle Relazioni internazionali dell’Università, in via Maqueda.

A illustrare la nuova iniziativa è stato il direttore del dipartimento, Costantino Visconti: «A marzo andremo nel quartiere dello Zen - ha detto - per inaugurare il secondo semestre del corso di Politiche pubbliche con un obiettivo chiaro: “Ri-cucire la città” e dare il nostro supporto a chi già opera in quelle realtà». Un’azione che non vuole essere simbolica, ma strutturata, capace di affiancare associazioni, operatori sociali, scuole e parrocchie in un lavoro quotidiano spesso reso difficile dalla carenza di risorse e dalla complessità dei bisogni.

Il progetto, coordinato da Gabriella Marcataio, docente di Diritto privato e responsabile del corso magistrale in Politiche pubbliche, si inserisce in una visione di «università di prossimità», che non si limita alla formazione accademica ma si apre alla città come laboratorio vivo di ricerca, intervento e sperimentazione sociale.

Marcataio, che coordina anche l’area di Politiche e diritto per la fragilità, lavorerà con studenti e docenti per portare competenze giuridiche, analisi delle politiche pubbliche e strumenti di orientamento là dove le fragilità sociali sono più evidenti.

Dopo lo Zen, l’attenzione si sposterà allo Sperone, quartiere segnato da uno dei più alti tassi di povertà educativa della città. «L’idea - ha spiegato Visconti - è lasciare un presidio permanente e aiutare i giovani nella scelta degli studi, costruendo percorsi di orientamento di prossimità in collaborazione con il terzo settore che già opera in queste aree». Un lavoro in rete per individuare i bisogni, sostenere le famiglie, accompagnare ragazzi e ragazze in un cammino che possa aprire prospettive di formazione e di riscatto.

Proprio dall’esperienza del progetto Includo nasce la scelta del dipartimento di portare saperi e studenti fuori dall’università, nei quartieri che più hanno bisogno di attenzione e presenza. In particolare il corso di Politiche pubbliche che sarà portato allo Zen è dedicato allo studio delle città, dei servizi, dei diritti e delle politiche sociali, e vuole misurarsi direttamente con i problemi reali dei territori più complessi, dando strumenti concreti a chi vive e opera quotidianamente in quei contesti.

Dallo Zen allo Sperone, l’ateneo prova così a costruire un ponte stabile tra conoscenza e territorio, tra studio e realtà, con l’ambizione di contribuire a ridurre le distanze e a trasformare l’università in un presidio civico, culturale e sociale al servizio dell’intera città.