Dopo il freddo polare arriva il ciclone mediterraneo: in Sicilia attesi vento, mareggiate e piogge intense
Il meteo per i prossimi giorni: le previsioni indicano anche i giorni e le aree che potrebbero essere le più colpite
Dopo il freddo e le nevicate a bassa quota che hanno colpito il Mezzogiorno, la Sicilia si prepara a una severa fase di maltempo tra il weekend e l’inizio della prossima settimana. Una complessa configurazione sull’Atlantico settentrionale innescherà una ciclone sul basso Mediterraneo, con l’Isola esposta al settore più instabile del sistema.
All’origine del peggioramento c’è un’alterazione su vasta scala della circolazione emisferica. A ovest del Regno Unito, la potente corrente a getto polare — la “autostrada” dei venti a circa 10 km di quota — si sdoppia a causa di un’onda anticiclonica protesa verso la Groenlandia, creando un blocco persistente. Il ramo principale, in arrivo dal Nord America, si divide: quello settentrionale aggira l’alta pressione, mentre quello meridionale accelera in direzione delle coste marocchine, scavando una saccatura profonda fin dentro l’entroterra algerino.
Il ramo meridionale del getto accumula un’enorme energia cinetica sull’oceano. A est del nucleo di massima velocità — il cosiddetto jet streak — si instaura una marcata divergenza in alta troposfera, che determina un “vuoto” capace di richiamare aria calda e umida dal Mediterraneo e dal Nord Africa. Questo sollevamento generalizzato favorirà la nascita di un ciclone profondo tra lunedì 19 e martedì 20 gennaio, in prossimità della Tunisia, con traiettoria diretta verso la Sicilia.
L’Isola è attesa nel settore più perturbato del vortice mediterraneo. Da lunedì 19 soffieranno impetuosi venti di Scirocco da sud-est, con raffiche diffuse sull’intera regione e sui bacini circostanti. Il prolungato fetch, stimato in 600-700 km, genererà onde di grande altezza e violente mareggiate lungo le coste ioniche esposte — da Siracusa ai Peloritani, passando per Catania e l’area etnea. Le precipitazioni saranno abbondanti e persistenti, soprattutto sui versanti orientali. Peloritani, Etna e Iblei risultano a rischio di accumuli eccezionali: i moti ascendenti e i contrasti termici potranno innescare fenomeni intensi e localmente estremi.