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l'appello

La vittima di don Rugolo: «Intervenga il Papa, liberi la diocesi di Piazza Armerina»

La procura generale di Caltanissetta ha impugnato lo sconto di pena al prete condannato in secondo grado a tre anni di reclusione

Tiziana Tavella

16 Gennaio 2026, 08:00

08:09

La vittima di don Rugolo: «Intervenga il Papa, liberi la diocesi di Piazza Armerina»

Giustizia piena per le vittime di abusi clericali sui minori. Dai tribunali ordinari, dove la procura generale di Caltanissetta ha appena impugnato la sentenza che riduce a tre anni di reclusione la condanna per violenza sessuale su minori per don Giuseppe Rugolo, a quelli ecclesiastici.

Antonio Messina, il giovane archeologo ennese che ha denunciato gli abusi subiti quando era ancora adolescente dal sacerdote ennese, torna a chiedere ascolto al Pontefice dopo le parole in cui riconosce la profondità della ferita creata nei sopravvissuti alle violenze ed il tema pesante del mancato ascolto da parte dei vescovi ribandendo: «Papa Leone XIV ha a disposizione quanto a lui necessario per intervenire in maniera concreta e fattiva nella Diocesi di Piazza Armerina e liberarla da chi di autentico non ha nulla: continuo nell'attesa di risposte chiare, senza fermarmi».

Mentre l’attesa per una risposta dal Vaticano continua, la Procura generale di Caltanissetta ha presentato ricorso per Cassazione chiedendo l'annullamento con rinvio della sentenza d'appello che ha condannato il sacerdote ennese per violenza sessuale su minori a tre anni di reclusione, riducendo la pena dai quattro anni e sei mesi inflitti in primo grado. Le motivazioni della richiesta di annullamento riguardano la «lieve entità dei fatti» riconosciuta in secondo grado all'imputato. La Corte d'appello, infatti, ha ritenuto sussistente «la circostanza attenuante della minore gravità » per le condotte del sacerdote e avere diminuito così la pena dai quattro anni e mezzo del primo grado ai tre dell'appello.

Di questo avviso non è però la procura generale che sostiene ci sia stata, invece, una applicazione erronea oltre alla contraddittorietà della motivazione in relazione proprio al riconoscimento della minore gravità. Il giudizio passa adesso alla Cassazione che dovrà decidere sul ricorso della Pg, dopo avere esaminato il contenuto del ricorso e stabilire la sussistenza degli elementi per annullare la sentenza e rinviare il procedimento ad altro giudice.