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il caso

Piazza Armerina: violenza sessuale su minorenne, accusato il suo datore di lavoro

Indagini a fari spenti: raccolte tracce, testimonianze e incrocio di dati. Gli investigatori hanno effettuato perquisizioni a casa dell'uomo

Ranieri Luca Ferrara

16 Gennaio 2026, 07:53

08:01

Piazza-Armerina-

Un pomeriggio di fine dicembre che si trasforma in un complesso caso giudiziario, sospeso tra accuse pesanti e una ricostruzione dei fatti ancora tutta da decifrare.

Al centro dell'indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Piazza Armerina e coordinata dalla Procura di Enna, c'è la denuncia per violenza sessuale presentata da una giovane donna, nei confronti del proprio datore di lavoro. I fatti, secondo quanto riferito dalla vittima, ancora minorenne, risalirebbero al pomeriggio dello scorso 30 dicembre.

L'attività investigativa ha vissuto di recente un passaggio cruciale. Gli inquirenti hanno effettuato, qualche giorno fa, una perquisizione mirata nell'abitazione e nel domicilio lavorativo dell'uomo, durante la quale sono stati repertati diversi effetti personali e oggetti ritenuti d'interesse per l'indagine.

L'attenzione degli investigatori si è concentrata sulla ricerca di eventuali tracce ematiche o biologiche: riscontri che risulterebbero fondamentali per confermare o smentire la colluttazione e la violenza denunciata dalla dipendente. Tutto il materiale sequestrato è stato inviato ai laboratori specializzati per le analisi del caso. Nonostante la tempestività degli accertamenti, il quadro delineato dagli investigatori appare tutt'altro che nitido.

Esisterebbero, infatti, alcuni dubbi sulla dinamica di quanto accaduto quel pomeriggio. Dinamica che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire. Dalle testimonianze raccolte finora e dai primi rilievi, sembrano emergere delle incongruenze che rendono necessario un supplemento di indagine.

Chi indaga sta cercando di incrociare i dati tecnici - come i segnali Gps dei cellulari e le eventuali immagini delle telecamere di sicurezza - con le dichiarazioni fornite dalle parti coinvolte. L'obiettivo è capire se quanto dichiarato dalla giovane trovi un riscontro oggettivo nei fatti o se vi siano elementi tali da rimettere in discussione l'intero impianto accusatorio.

La comunità locale segue con apprensione l'evolversi della vicenda, sebbene viga il massimo riserbo da parte delle autorità. Il fascicolo resta aperto e i prossimi giorni saranno decisivi: l'esito degli esami scientifici sui reperti prelevati nell'abitazione dell'indagato rappresenterà lo spartiacque definitivo per stabilire una prima verità su quel pomeriggio di fine anno.