Il caso
Furto da Natale Giunta dopo l'attacco ai "maranza", l'ira del ristoratore: "Vergognatevi..."
Furto notturno all'auto di Natale Giunta, tra ironia social e nuova polemica su sicurezza e movida a Palermo
Furto notturno e nuove polemiche sulla sicurezza urbana a Palermo. Due notti fa ignoti hanno asportato alcuni componenti dall’auto di Natale Giunta, chef e imprenditore, parcheggiata in strada.
È stato lo stesso Giunta a raccontare l’accaduto tramite una serie di storie su Instagram, alternando sarcasmo e indignazione: “Non ci sono delinquenti a Palermo, va tutto bene”, ha detto con tono ironico, per poi puntualizzare con decisione: “Qui non parliamo di barbe o collane, ma di criminali”.
Lo chef, che nelle scorse settimane ha fatto discutere per la scelta di vietare l’accesso ai “maranza” nel suo locale, ha documentato la vicenda in un video sui social: “Non ci sono delinquenti a Palermo, va tutto bene. Ladri? No, tutti bravi ragazzi. Quelli col barbone, con i tatuaggi, col collanone. Io pure c’ho i tatuaggi, però non faccio scippi, non vado nei locali armato e non rubo gli stop nella mia macchina”.
Rivolgendosi direttamente all’autore del furto, ha aggiunto: “Complimenti! Domani ne compro quattro, così magari due li tengo di scorta per il futuro. Vergogna… pure chi li difende!”.
E ancora: “Vabbè… la prima l’hanno fatta… non ti preoccupare. Due stop non sono un problema. Qua non parliamo di barba, di collana, ma di criminali che vanno fuori ai locali a fare danno o che combinano questo. Ma quelli vanno bene, nei salotti chic li volete tutti. Prendeteveli”.
Giunta era già balzato agli onori della cronaca il 9 gennaio per la sua linea dura contro i cosiddetti “gomorristi”, banditi dal Citysea, il locale inaugurato due anni fa al Molo Trapezoidale di Palermo.
In quell’occasione aveva mostrato un cartello con un cerchio rosso sbarrato e la sagoma stilizzata di un uomo barbuto, segnalando che da quel momento l’ingresso non sarebbe stato consentito a chi incarna un certo stile e un determinato atteggiamento.
Una presa di posizione che continua ad alimentare il dibattito su decoro, movida e ordine pubblico nel capoluogo siciliano.