Il caso
Acqua inquinata e tariffe salate: nell'ennese arriva la class action contro il gestore idrico
Il mancato funzionamento dei depuratori incide sul 30% delle tariffe. E arriva l'azione collettiva contro Acquaenna
Class action contro il gestore idrico della città, Acquaenna. Il comitato "senzacqua Enna", che negli scorsi mesi è stato protagonista di una battaglia contro il caro bollette ha depositato l’azione di classe contro il gestore idrico "Acquaenna s.c.p.a.". Lo afferma in una nota il comitato, promotore della class action, che riunisce circa 200 ennesi, contro il gestore idrico sul mancato funzionamento dei depuratori che incide sul 30% delle tariffe e sulle partite pregresse che sarebbero state calcolate in modo errato. Prematuro fare i conti su eventuali risarcimenti del danno anche se si tratta di somme piuttosto cospicue. Nelle scorse ore era anche arrivato l'avviso per non utilizzare la forntura idrica per fini potabili.
«Il percorso per giungere a questo risultato è stato pieno di ostacoli con una sostituzione del primo collegio difensivo, che ha rinunciato all’incarico, assunto poi dagli avvocati Claudio Longo, Luca Calì e Gianpiero Cortese» spiegano dal comitato, in prima linea anche sulla riduzione delle tariffe idriche, indicate tra le più alte in Italia.

I promotori della class action
Nei giorni scorsi il sindaco di Enna, Maurizio Dipietro, ha sollecitato il presidente dell’Ati, Nino Cammarata, a predisporre un pool di esperti per capire se ci sono i margini per incidere sui costi in bolletta per l’utenza.
Il comitato denuncia un clima ostile in città. «Da anni subiamo prevaricazioni e ingiustizie in silenzio. Oggi ci presentiamo davanti alla magistratura con la stessa speranza del mugnaio di Sanssouci che, minacciato di esproprio dal potente imperatore Federico II di Prussia, rispose con fiducia: 'c'è pur sempre un giudice a Berlino!'».
