l'elezione
Giuseppe Lupò nuovo presidente di Sicindustria Messina
Prende il testimone da Pietro Franza. Competitività, sostenibilità e valorizzazione del capitale umano i pilastri del prossimo mandato
Un cambio della guardia nel segno della continuità. Sicindustria Messina ha un nuovo presidente, Giuseppe Lupò, fondatore della Lupò costruzioni, eletto dall’assemblea dei soci che si è tenuta nel salone della Borsa della Camera di Commercio. Subentra a Pietro Franza che ha guidato l’associazione degli industriali messinesi negli ultimi quattro anni. Nel segno della continuità anche la squadra che lo affiancherà: Ivo Blandina, Alessandro Faranda, Francesco Farilla, Nazzareno Foti, Mauro Giuffrè, Alessandra Latino, Maurizio Maiorana, Mariano Perroni, Gianluca Tornabene, Giuseppina Scurria.
L’obiettivo del nuovo quadriennio è quello di consolidare i risultati e aprire nuove strade per favorire investimenti ed attrattività del territorio. Dall’innovazione tecnologica alla sostenibilità, ma anche collaborazione istituzionale, aree industriali, sostenere l’internazionalizzazione e la competitività delle aziende messinesi e la necessità di lavorare in rete. «Non possiamo permetterci di agire in modo isolato – ha detto Lupò -. Siamo di fronte ad una nuova fase, passare dalla transizione alla maturità industriale dove competitività, sostenibilità e valorizzazione del capitale umano diventano i pilastri sui quali intendiamo costruire il futuro».
I dati economici della provincia di Messina mostrano il peso della “blue economy” che vale (compresi gli effetti indiretti) 2,4 miliardi e occupa 20mila addetti. Poi c’è l’edilizia, settore trainante grazie ai bonus del Pnrr. Per questo occorre attrarre investimenti e insediamenti.
«Lascio una Sicindustria molto viva - ha detto Pietro Franza -. Le aziende non sono delle isole per i fatti loro, devono partecipare alla vita cittadina facendo rete, anche sulla formazione, per fare in modo che i nostri giovani possano tornare».
Presente l’assessore regionale alle attività produttive, Edy Tamajo. «Abbiamo messo a terra investimenti per una Sicilia che continua a crescere. Su Giammoro c’è un finanziamento per qualificare quell’area e dare l’opportunità di attrarre investimenti».