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Frode alla Ue

Scacco ai beni dei Bontempo Scavo

Sequestro di terreni (460 ettari), conti, auto, e 64 immobili riconducibili ai vertici del clan di Tortorici

Manuela Modica

16 Gennaio 2026, 23:50

Scacco ai beni dei Bontempo Scavo

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Sono addirittura 64 i beni immobili sequestrati a Salvatore Bontempo Scavo, considerato ai vertici del clan mafioso di Tortorici. Ed è solo una parte del patrimonio requisito dalla guardia di finanza su richiesta della Dda di Messina. Ci sono anche 2 partecipazioni di capitale sociale, 1 polizza ramo vita, 18 rapporti finanziari, 2 autovetture e terreni per 460 ettari, per un valore complessivo di oltre 1.600.000 euro.

Bontempo Scavo, 57 anni, avvocato, è stato coinvolto in tutti i più grandi processi di mafia dei Nebrodi, ed è stato sempre assolto. Adesso si traova in carcere, in attesa del primo grado di giudizio per l’operazione “Nebrodi2”.

Stavolta il Tribunale per le misure di prevenzione ha detto sì, mentre solo poco tempo fa aveva rigettato la richiesta della Dda per un sequestro beni al fratello di Salvatore, Cesare Bontempo Scavo, ristretto al 41 bis, così come anche l'altro fratello, Vincenzo (libero è invece al momento Sebastiano).

I Bontempo Scavo, come emerge dalle indagini che dagli anni ‘90 ad oggi hanno ricostruito il controllo criminale sui Nebrodi, sono uno dei due noti clan di Tortorici, assieme ai Batanesi, che prende nome da una delle 72 contrade di Tortorici, Batanà.

Un territorio noto per il controllo mafioso già dagli anni ’90, ma sul quale per un lungo periodo non era stata più avviata nessuna indagine. Fino al maxi processo per le truffe all'Agea.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Batanesi e Bontempo Scavo avevano instaurato un clima di assoggettamento tra i piccoli proprietari terrieri. Attraverso minacce e intimidazioni, erano riusciti ad accaparrarsi la gestione di vasti appezzamenti di terreno. L'obiettivo era quello di richiedere i contributi comunitari all'Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura). Il giro d'affari che dal 2012 a oggi, i clan avrebbero sottratto all'Unione Europea risulta di oltre 10 milioni di euro. Fondi destinati allo sviluppo rurale che finivano invece nelle casse della criminalità organizzata, grazie anche alla complicità di professionisti e operatori dei Centri di assistenza agricola (Caa) che istruivano le pratiche falsificando i documenti.

L'indagine ha confermato come la mafia di Tortorici avesse abbandonato il basso profilo per diventare una vera e propria holding finanziaria. Con il sequestro di oggi, si assesta un colpo durissimo alla capacità operativa dei Bontempo Scavo, proprio mentre i processi principali sulle truffe Agea stanno arrivando alle sentenze definitive, confermando l’impianto accusatorio imbastito dalla procura di Messina.