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Grand Stand Arena a Palermo, il ministro Abodi risponde: «Ce l’ha chiesta il sindaco... »
Il ministro dello sport a un'interrogazione del Movimento cinque stelle
A chiedere la Grand Stand Arena è stata l’amministrazione guidata da Roberto Lagalla: lo dice il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, in una risposta all'interpellanza presentata in parlamento dalla deputata del Movimento cinque stelle Daniela Morfino e annunciata dal consigliere M5s Antonino Randazzo. Nel suo intervento Abodi ripete e conferma diversi dei presupposti su cui si sta svolgendo l'operazione, che prevede che il Comune acquisti l'impianto sportivo che oggi ospita gli Internazionali di tennis di Roma. A suscitare la perplessità dell'opposizione era stato soprattutto l'inquadramento della procedura nel decreto Caivano, che destina fondi e interventi a diverse aree svantaggiate tra cui il quartiere Borgo Nuovo. L'idea del Comune infatti è costruire la Grand Stand Arena alla Favorita, a sette chilometri dal quartiere.
La risposta del ministro non fa che ribadire, nella sua prima parte, le cose già messe per iscritto dal Comune, ovvero l'intenzione di «mettere a sistema» la Grand Stand Arena con aree sportive più piccole e localizzate, anche se distanti chilometri. In più Abodi conferma che in un primo momento era stata presa in considerazione l'idea di spostare l'impianto a Caivano, e che dopo l'ingresso in scena di Palermo si era pensato di installarla nel parco Tindari di Borgo Nuovo.
Solo in seguito si è arrivati alla proposta della Favorita, su cui però il ministro sottolinea: ad avere competenza sulla zona e sui vincoli culturali e paesaggistici è la Sovrintendenza di Palermo, che dunque avrà l'ultima parola. Infine la precisazione: l'intervento non inciderebbe sulle risorse già assegnate a Borgo Nuovo nell'ambito del piano straordinario del decreto Caivano.
antonio giordano