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Palermo, cadde ubriaco in scooter dentro una buca: risarcito dal Comune con 90mila euro

L'incidente nel 2016 in un cantiere non segnalato: il giovane è rimasto con una invalidità permanente

Marta Genova

17 Gennaio 2026, 05:45

Palermo, cadde ubriaco in scooter dentro una buca: risarcito dal Comune con 90mila euro

Il Comune è stato condannato a un risarcimento di oltre 90 mila euro. La decisione arriva con una sentenza del tribunale civile che mette fine a una vicenda legale iniziata quasi dieci anni fa. Si torna così a quella notte del 2016. Un diciannovenne di Bagheria, in sella al suo scooter, perse il controllo e finì a terra dopo l’impatto con un mezzo in sosta, in un tratto interessato da un cantiere. Lo schianto avvenne al Foro Italico, all’altezza di Porta dei Greci. I soccorritori del 118 lo trovarono in condizioni gravissime e lo trasferirono d’urgenza al Civico. Seguirono il ricovero in rianimazione, il coma farmacologico, la prognosi riservata. I medici parlarono di un pesante trauma cranico e di problemi respiratori, di un intervento delicato già eseguito e di una minima reattività. Per giorni amici e parenti si alternarono in ospedale, mentre la comunità seguiva ogni notizia con il fiato sospeso. Poi ci fu la ripresa, lenta, ma l’incidente gli ha lasciato un'invalidità permanente del 29 per cento.

Nel giudizio è stato accertato che il cantiere non era in sicurezza. Non c’era alcun cartello di preavviso, né segnali di restringimento asimmetrico, quelli che dovrebbero guidare chi passa, soprattutto di notte. Insomma, una trappola d'asfalto in piena regola. L'impatto fu inevitabile.

Nel corso delle indagini sono emersi dettagli che hanno pesato sulla dinamica del sinistro e inciso sulla ripartizione delle colpe: il giovane guidava in stato di ebbrezza, a velocità eccessiva e senza patente, elementi che hanno portato a un concorso di colpa del 70 per cento.

Circolare senza patente e senza assicurazione sono state considerate prescrizioni generali che non hanno influito direttamente sulla dinamica dell'incidente mentre la velocità eccessiva e lo stato di ebbrezza sono state considerate violazioni che hanno contribuito concretamente all'evento, riducendo proporzionalmente il risarcimento dovuto.

Inoltre il tribunale ha stabilito il difetto di “legittimazione passiva” per la società consortile La Cala, che ai tempi stava eseguendo dei lavori nella strada, che è quindi uscita indenne dal giudizio. La sentenza chiarisce esplicitamente che l'aver affidato la manutenzione stradale a un'impresa esterna non esclude la responsabilità del Comune nei confronti dei cittadini in quanto “custode della via”, per questo il risarcimento resta a carico dell’ente, ritenuto responsabile verso il cittadino. Il risarcimento complessivo, che è arrivato dopo dieci anni, è di 90.688 euro. Dentro ci sono 69.4606 euro per i danni e 21.227 euro per le spese legali.