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Il caso

A Stromboli non si può morire: il caro estinto va in trasferta. Finiti i loculi, non si sa dove costruire quelli nuovi

Tutto esaurito al cimitero, e l’ipotesi di sepolture ad Alicudi. Sullo sfondo la voglia di autonomia dal comune di Lipari

Fabio Tracuzzi

17 Gennaio 2026, 08:12

A Stromboli non si può morire: il caro estinto va in trasferta. Finiti i loculi, non si sa dove costruire quelli nuovi

Stromboli, dove i cittadini sono condannati a vivere in eterno. Certo che è una battuta, una battuta tra il macabro e una dolce illusione se volete, ma certamente non veritiera. La vita eterna, nel senso di vita terrena, non è concessa a nessuno. Si nasce e si muore. Sono le uniche due certezze della vita.

Il problema, per Stromboli, è un altro. Chi muore, e come la gente muore, non può essere sepolto. Perché? Al momento non c’è più spazio. Finiti i loculi, finiti i posti a terra. Nei giorni scorsi è morto Roberto Cusolito, uno strombolano doc, pescatore silenzioso e gentile. Ed è stato un problema trovargli un posto al cimitero. Alla fine si è scoperto, scoperta casuale visto che non esiste alcun controllo, che un loculo che anni prima era stato opzionato non era poi stato confermato.

Stromboli, ricordiamo, è frazione di Lipari anche se è stata avviata la procedura per diventare come Salina (in una sola isola ben tre comuni) comune indipendente, ma “mamma” Lipari non sembra avere nel cuore più di tanto le sue frazioni nonostante i soldi che da queste riceve sotto forma di tassa di soggiorno e, per quanto riguarda Stromboli, anche una ulteriore tassa dalle guide che portano i turisti sul vulcano.

Quanti soldi? Tanti. Tantissimi. Non vogliamo certo fare i conti in tasca al Comune che come tutti gli enti locali di problemi ne avrà non pochi con il taglio dei trasferimenti. Forse avrebbe potrebbe dircelo il sindaco Riccardo Gullo ma non ci ha dato il tempo di chiedere visto che, alle domande sulla situazione del cimitero, dopo un po’ si messo a urlare che «gli si faceva perdere tempo». E giù il telefono, magari per mostrarsi uomo tutto d’un pezzo.

Torniamo al cimitero. E a ciò che stava cominciando a dirci il sindaco, per esempio sulla donazione al Comune da parte di alcuni residenti di terreni confinanti col cimitero per realizzare nuove tombe. La risposta non ammette repliche: «L’allargamento del cimitero non è previsto, al momento, dal piano regolatore e certamente non possiamo agire al di fuori della legge: Giusto?». Giustissimo, come dargli torto. E allora quale può essere la soluzione. Non certo quella di essere seppelliti a Ginostra o, peggio ancora ad Alicudi come si stava prospettando per il povero Roberto. “Il caro estinto in trasferta” sembra quasi il titolo di una novella pirandelliana e in effetti questa vicenda un po’ pirandelliana lo è davvero.

Se non si possono realizzare nuove tombe in terra causa piano regolatore, quale è la soluzione? È la seconda domanda al sindaco super impegnato che non può perdere tempo con i giornalisti. «Abbiamo già dato mandato ai tecnici per realizzare nuovi loculi. Abbiamo già stanziato i fondi necessari». Di quanti soldi si tratta vorremmo sapere. Ma il sindaco, gentilmente, rimanda sul sito. Perché non ce lo dice lui? Busta numero 1: non è vero; busta numero 2 non se lo ricorda; busta numero 3 comincia a fare dispetti. Optiamo per la 2, la più comprensibile, e proviamo a cercare sul sito del Comune, ma ci perdiamo tra tante delibere.

Ma torniamo ai loculi. Qualcuno a Stromboli parla di 10mila euro ma è voce non confermata. Ma dove farli questi loculi. È questo il punto dolente. Già una quindicina di anni fa furono edificati nuovi loculi che chiusero come in una gabbia il cimitero che ha il pregio, e non è male per essere un cimitero, di godere di una delle viste più belle grazie alla sua esposizione. Ci fu una specie di rivoluzione degli strombolani che alla loro isola tengono forse più del sindaco che, approfittando anche dal fatto che quei loculi vergognosi non erano stati autorizzati nemmeno dalla Sovrintendenza, li buttarono a terra.

«Ma non è possibile - ci dice ancora il sindaco nella sua ultima risposta da sindaco - che il primo che si sveglia al mattino decida dove fare i loculi o dove non farli. Ci sono tecnici che stanno studiando il problema». Proviamo a insistere per sapere dove questi loculi verranno realizzati. Non è pensabile realizzarli dove erano una volta e chiudere definitivamente quella vista meravigliosa che avvicina l’anima a Dio con la netta sensazione che a chi non c’è più farebbe piacere essere sepolto in posto tanto bello e magico e che tocca il cuore anche a chi va a trovare i propri cari. Vorremmo capire, vorremmo sapere.

Ma il sindaco Riccardo Gullo che abbiamo “disturbato” non ha nemmeno apprezzato che per avere notizie ufficiali lo abbiamo chiamato. Senza dare seguito alle tante voci che girano sulla “querelle” del cimitero a Stromboli. E non solo su quella. Forse brucia il fatto che gli strombolani, e chi scrive è tra questi in quanto residente, abbiano raccolto il numero di firme necessarie per l’autonomia amministrativa e che presto sarà presentata la richiesta alla Regione. Ma è solo un’ipotesi.

La realtà è un’altra: al momento morire a Stromboli non è permesso e i loculi, come erano una volta non possono, non devono, essere riproposti. Noi alla salvaguardia e alla bellezza di Stromboli ci teniamo.