emergenza a siracusa
«Denunciare si può»: contro pizzo e intimidazioni la Sicilia antiracket si riunisce
A Floridia l’assemblea regionale del Fai per esprimere solidarietà alle vittime e promuovere iniziative concrete contro estorsioni e usura. Attesi i vertici nazionali e il commissario straordinario del Governo
Si registra una prima convinta reazione da parte delle istituzioni pubbliche e della società civile alla recrudescenza degli attentati e dei gesti intimidatori ai danni degli operatori economici del capoluogo. Mentre ieri si è tenuta una nuova riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto Chiara Armenia, le associazioni antiracket e antiusura hanno deciso di tenere un'assemblea pubblica di respiro regionale. Gli stati generali del Fai, la federazione antiracket siciliana, si sono dati appuntamento per lunedì 26 gennaio nell'aula consiliare del Comune di Floridia.
«Sarà il momento propizio non solo per esprimere solidarietà nei confronti delle vittime degli attentati – afferma Paolo Caligiore, leader delle associazioni antiracket – ma soprattutto per confrontarci e per comprendere quali iniziative adottare per rispondere alla criminalità e per sensibilizzare commercianti e imprenditori a denunciare eventuali pressioni, ricatti e richieste illecite a cui soggiacciono».
All'assemblea ha preannunciato la presenza un rappresentante della famiglia Borderi, titolare del caseificio in Ortigia, destinatario di due danneggiamenti nel giro di sei giorni. Alla riunione a Floridia sarà presente il prefetto Maria Grazia Nicolò, commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura.
Hanno annunciato la loro presenza il presidente nazionale della federazione antiracket, Luigi Ferrucci, e Tano Grasso, attivista e presidente onorario della Fai, e tutti i responsabili delle associazioni che operano sul territorio siciliano.
«Il messaggio che vogliamo dare è chiaro e forte – dice Caligiore –: la nostra organizzazione è presente sul territorio e intende dimostrare vicinanza concreta e fattiva alle vittime di estorsioni e usura. Saremo al fianco di chi vorrà denunciare e di coloro che hanno deciso di pagare. Siamo ben consapevoli che il pizzo è un fenomeno che non si ferma ma intendiamo dare dei segnali di presenza e di reazione intelligente ed efficace. Per tale motivo abbiamo programmato, di concerto con il prefetto, una serie di iniziative per smuovere le coscienze di commercianti e imprenditori e convincerli a denunciare chi li tiene stretti nella morsa del terrore».