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La Meridi ammessa ad amministrazione straordinaria

Cronaca

Crisi Meridi, Pulvirenti rassicura e rilancia: «Nessun fallimento, posti di lavoro salvi»

Di Giovanni Tomasello

CATANIA - Di solito sorridente e gentile, aperto a tutti e sempre pronto al dialogo, Antonino Pulvirenti, storico patron del Catania Calcio ma anche imprenditore partito dal nulla, stavolta sembra un’altra persona e subito prende le distanze dal cronista ma non si tira di certo indietro quando gli chiediamo di parlarci della presunta crisi della Meridi, la sua società che opera nel settore della grande distribuzione attraverso i supermercati denominati Forté. Una notizia che ha provocato ansia e preoccupazione tra chi lavora nei punti vendita.

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Antonino Pulvirenti, mai visto così serio, smentisce subito ogni cosa. Già ieri mattina la Meridi aveva diffuso agli organi d’informazione la seguente nota: «A rettifica dell’articolo apparso sul quotidiano “La Sicilia” del 7 novembre, Meridi precisa che è stato raggiunto un accordo con un importante gruppo italiano, leader nella grande distribuzione. L’operazione è finalizzata al mantenimento dei livelli occupazionali, al riposizionamento del marchio Forté ed è inoltre funzionale alla proposizione di un accordo per la ristrutturazione della posizione debitoria».

Questa la nota e Antonino Pulvirenti non fa altro che confermare con le sue parole un futuro immediato senza incertezze: «Non posso nascondere - è ora il patron del Catania a parlare - la mia sorpresa e soprattutto amarezza per quanto è stato detto e scritto proprio nel momento in cui abbiamo raggiunto quello che definisco un accordo importantissimo che permetterà di salvare posti di lavoro e rilanciare il marchio sempre con la denominazione Fortè. Per mesi abbiamo lavorato su questa grossa operazione e non sono certo io tipo da tirarmi indietro. Aggiungo di più: le trattative si sono prolungate per diverso tempo proprio perché non volevamo fare una fine amara e con conseguenze devastanti».

Insomma non ci sarà nessun fallimento o concordato?

«Si andrà avanti lo stesso nonostante sia noto come il settore della grande distribuzione in Sicilia attraversi un momento di grande difficoltà come fra l’altro confermano le ultime crisi aziendali. Io invece sono rimasto qui e non intendo mollare, preferisco combattere».

Si riferisce per caso anche al Catania? Lei ben sa che questa città va pazza per il pallone e da anni sta soffrendo in Serie C.

«Certo che lo so e sono rimasto alla guida del club compiendo sacrifici enormi e aggiungo di più: la squadra attuale ha due mesi di tempo per mostrare il proprio valore perché a gennaio tireremo le somme e se sarà necessario ci rinforzeremo a dovere facendo dei cambiamenti e nuovi inserimenti».

Il Catania resta la sua grande sfida.

«Ci tengo a riportarlo in alto e poi basta con le voci e i sentito dire. A lei per caso risulta che qualcuno si è mai fatto avanti per rilevare il club?».

A me non risulta, ma solo lei può confermarlo.

«Non c’è stato il pur minimo interessamento. Mi auguro solo di effettuare le giuste scelte per il futuro perché lo vede io non sono un mago, altri invece pensano di esserlo e sbagliano. Abbiamo ripreso Lucarelli, l’allenatore con il quale se avessimo avuto un pizzico di fortuna due anni fa, saremmo già almeno in Serie B e la storia del Catania sarebbe cambiata del tutto. Ma sono ancora ancora qui: io sono un tifosissimo del Catania. Ecco perché certe notizie fanno scatenare in me una rabbia che credo sia comprensibile, a tutto c’è un limite».

La conversazione si chiude qui, pensandoci bene è la prima volta che abbiamo visto Pulvirenti arrabbiato e anche questo dovrebbe far riflettere.

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