18 gennaio 2026 - Aggiornato alle 17:30
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la mobilitazione

Siracusa non si piega: la città in piazza contro attentati e intimidazioni

Venerdì pomeriggio il corteo che attraverserà le principali strade della città

Massimo Leotta

18 Gennaio 2026, 11:01

Incendio doloso a Ortigia: fiamme contro il caseificio Borderi, ipotesi intimidazione

Siracusa sceglie di rispondere con una mobilitazione collettiva alla crescente sequenza di attentati e atti intimidatori che, nelle ultime settimane, hanno colpito attività commerciali della città. Episodi che hanno generato allarme e preoccupazione, ma che non vengono più letti come singoli fatti di cronaca: nel mirino, questa volta, c’è l’intero tessuto economico e sociale del territorio.

Per affermare con chiarezza il rifiuto della violenza, venerdì 23 gennaio 2026, alle 18:30, da Piazza Euripide partirà il corteo cittadino “Siracusa non si piega”. Una manifestazione che attraverserà le vie della città per ribadire che l’intimidazione non può e non deve diventare una forma di controllo o di pressione sulla vita quotidiana.

Negli ultimi giorni si sono moltiplicati episodi di danneggiamenti, incendi e attentati ai danni di esercizi commerciali. Attacchi che colpiscono chi lavora e investe sul territorio e che mirano a diffondere paura e isolamento. Una strategia che la città intende respingere mostrando unità e partecipazione.

Il corteo è promosso da un ampio fronte di realtà cittadine: associazioni di categoria, sindacati, associazioni antiracket e antimafia, organizzazioni di volontariato, comitati di quartiere, scuole e cittadini. Una mobilitazione nata dal basso, espressione di una comunità che rifiuta di subire e sceglie di esporsi in difesa della legalità.

Alla manifestazione sono state invitate tutte le istituzioni, dalla Prefettura alle forze dell’ordine, dalla magistratura alla deputazione nazionale e regionale, fino ai sindaci della provincia e al Libero Consorzio. Una presenza ritenuta fondamentale per rafforzare un messaggio unitario: Siracusa non arretra di fronte alla criminalità.

Al centro della mobilitazione c’è anche la solidarietà verso gli imprenditori colpiti. Chi ha subito intimidazioni non deve sentirsi solo: la città si stringe attorno a loro, alle famiglie e ai lavoratori coinvolti, ribadendo che difendere chi lavora onestamente significa difendere il futuro collettivo.

Tre le parole chiave che guidano il corteo: legalità, solidarietà e comunità. Legalità come base dello Stato di diritto, solidarietà come risposta all’isolamento imposto dalla paura, comunità come forza capace di proteggere il presente e costruire il domani.

Alle forze dell’ordine e alla magistratura va il ringraziamento per l’impegno quotidiano nel contrasto alla criminalità, insieme alla richiesta di proseguire con determinazione. A chi pensa di poter piegare Siracusa con la violenza, la risposta è affidata alla piazza: la città è unita e non si piega.