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Strage di Altavilla

«L’ho fatta resuscitare», nella perizia i deliri di Barreca

Spunta un racconto dell’uomo, risalente a otto anni, per dimostrare di essere “un eletto di Dio”

Luigi Ansaloni

19 Gennaio 2026, 06:30

«L’ho fatta resuscitare», nella perizia i deliri di Barreca

I deliri religiosi di Giovanni Barreca non sarebbero emersi solo negli ultimi tempi, ma durerebbero da anni. Un racconto, messo nero su bianco nella perizia di parte, lo testimonierebbe ed sarebbe stato raccontato da Barreca stesso, per dimostrare che lui è un “eletto di Dio”. Un episodio spuntato nel corso dell’udienza di venerdì mattina in Corte d'Assise per il caso della strage di Altavilla, dove sono stati sentiti Roberta Bruzzone, psicologa e criminologa, e Alberto Caputo, dottore ricercatore in Psichiatria e Scienze Relazionali presso l'Università degli Studi di Milano, in qualità di consulenti nominati dalla difesa di Giovanni Barreca.

Entrambi hanno confermato senza esitazioni la tesi dell'infermità mentale dell'imputato, reo confesso di aver partecipato agli efferati delitti in cui furono uccisi la moglie Antonella Salamone e i figli Kevin, di 16 anni, ed Emmanuel, di soli 5 anni. La loro valutazione è contenuta in una memoria già depositata agli atti, che esclude margini di dubbio sull'infermità mentale di Barreca al momento dei fatti.

Nell’episodio raccontato dall’uomo e risalente a otto anni fa, Barreca ha sostenuto di aver “resuscitato” la madre, che era finita a terra, forse dopo un malore o una lite, perdendo i sensi. A quel punto l’uomo si sarebbe avvicinato per soccorrerla e dopo che la donna ha ripreso i sensi avrebbe detto alla sua famiglia: «Visto? L’ho resuscitata».

La posizione espressa dai consulenti della difesa, ovvero quella della totale incapacità di intendere e volere, non è isolata. Anche tre dei quattro periti nominati dal GIP di Termini Imerese hanno concluso per un quadro di infermità mentale non suscettibile di smentita. Di segno parzialmente diverso la valutazione del consulente del pubblico ministero, risentito anch'egli in udienza, che ha parlato di semi-infermità, pur riconoscendo che Barreca, al momento dei fatti, non fosse lucido.

Di diverso avviso i consulenti della parte civile, i quali sostengono la piena capacità di intendere e di volere di Barreca, pur in presenza di un disturbo della personalità. Il fulcro del dibattimento resta dunque la definizione del grado e della natura dell'alterazione psichica nei momenti delle torture e delle sevizie che hanno condotto alla morte delle vittime.