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il blitz

Lavoro nero e cantieri trappola: raffica di sospensioni e maxi multe tra Agrigento e Favara

Controlli dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Scoperto anche un impianto di "telecamere spia". Scattano i sequestri

Dario Broccio

19 Gennaio 2026, 10:27

casco cantiere

Tolleranza zero contro lo sfruttamento e la mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro. Tra il 13 e il 16 gennaio 2026, il personale ispettivo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro di Agrigento ha sferrato un duro colpo all'illegalità, conducendo un’operazione a tappeto nei settori dell’edilizia e del commercio. I controlli hanno interessato i comuni di Agrigento, Favara, Canicattì e Sciacca, portando alla luce gravi irregolarità e mettendo a rischio la sospensione diverse attività.

Il bilancio complessivo parla di tre lavoratori "in nero" individuati e numerose violazioni penali e amministrative. La situazione più critica è emersa a Favara, dove in un cantiere edile due operai su tre sono risultati privi di regolare contratto. Oltre al lavoro sommerso, gli ispettori hanno riscontrato scenari di estremo pericolo: scavi e aperture privi di protezioni e percorsi di transito non sicuri. Risultato? Attività sospesa e multe per migliaia di euro.

Scenario simile ad Agrigento città: in un esercizio commerciale, un lavoratore su sette è risultato irregolare. Qui le sanzioni hanno colpito anche la carente formazione e sorveglianza sanitaria dei dipendenti, portando alla sospensione immediata dell'attività. A Canicattì, il focus si è spostato sulla sicurezza dei cantieri, con pesanti ammende per la mancata messa in sicurezza di scavi e strutture, mentre a Sciacca è finito nei guai un commerciante per un impianto di videosorveglianza "spia", installato senza le autorizzazioni previste dallo Statuto dei Lavoratori.

L’operazione conferma la priorità delle autorità nel garantire condizioni di lavoro dignitose e proteggere la vita di chi opera nei settori più a rischio del territorio agrigentino.