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Manifestazioni

Freddo in aula, "s'attassa" e si protesta anche in provincia

Lo slogan “S’attassa ru friddu” ha superato i confini di Palermo, raggiungendo anche i comuni di Carini e Bagheria, dove stamattina numerose classi sono rimaste vuote o semideserte

Anna Follari

19 Gennaio 2026, 13:55

17:35

Freddo in aula, esplode la protesta in provincia

L’assenza di massa ormai è diventata una forma di protesta. Nelle scuole della provincia palermitana il freddo non è più tollerato tra i banchi e sempre più studenti scelgono di restare a casa per denunciare una situazione che, da semplice disagio, si è trasformata in emergenza. Lo slogan “S’attassa ru friddu”, ormai simbolo delle manifestazioni studentesche nel capoluogo, ha superato i confini di Palermo, raggiungendo anche i comuni di Carini e Bagheria. Qui, stamattina, numerose classi sono rimaste vuote o semideserte, a testimonianza di un malessere diffuso e condiviso.

A Carini diversi genitori dell’istituto comprensivo Calderone-Torretta si sono radunati davanti ai cancelli della scuola per sollecitare un intervento immediato delle istituzioni. La richiesta è chiara: garantire ambienti scolastici riscaldati e sicuri, soprattutto nei mesi invernali. Secondo le famiglie, non è accettabile che bambini e ragazzi siano costretti a seguire le lezioni con giubbotti, sciarpe e cappelli, in aule spesso prive di un riscaldamento adeguato.

Lasciare bambini e ragazzi al freddo, in pieno inverno e in un periodo già delicato per la salute, rappresenta una grave mancanza di attenzione verso il diritto allo studio e alla tutela della salute – dichiara Giovanni Gallina, referente comitato Cittadinanza Attiva e coordinatore Udc – chiedo all’amministrazione un intervento immediato”.

Nel paese intanto le proteste non si fermano. Negli istituti Renato Guttuso, Calderone e Laura Lanza le classi sono rimaste in gran parte semideserte, segno di una mobilitazione che coinvolge non solo gli studenti ma anche le famiglie e parte del personale scolastico.

Situazione analoga anche a Bagheria, dove il disagio si riflette in una partecipazione scolastica sempre più ridotta. In diversi istituti, come all’Itet Luigi Sturzo, la frequenza è diventata discontinua: poche ore fa centinaia di studenti hanno “firmato” un’assenza di massa in segno di protesta.

I sindacati e le rappresentanze studentesche parlano di un problema strutturale che si ripresenta ogni anno, legato alla carenza di interventi di manutenzione. “Questi ragazzi rivendicano il diritto a scuole sicure, ma soprattutto riscaldate - ha dichiarato durante il corteo Fabio Cirino, segretario generale della Flc Cgil Palermo – l’emergenza freddo si ripete puntualmente ogni anno: servono interventi tempestivi”.

Intanto il malcontento cresce e la protesta si allarga. Da Palermo alla provincia, il messaggio è unico: il diritto allo studio non può essere sacrificato a causa del freddo.