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l'inchiesta

Mafia, droga e Kalashnikov: la Dda chiede il processo per i clan di Villaseta-Porto Empedocle

Arriva l'ora della verità per 17 imputati. Udienza fissata per il 24 febbraio

Redazione Agrigento

19 Gennaio 2026, 17:50

RESPONSABILITÀ TOGHE: CASSAZIONE "BLOCCA" RICUSAZIONI

Una toga appoggiata su un tavolo nell'aula bunker di Rebibbia in un'immagine d'archivio. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Dalle fibrillazioni armate alla "pace" per il controllo del narcotraffico. La Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per 17 imputati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione e detenzione illegale di armi. L'udienza preliminare è stata fissata per il 24 febbraio davanti al Gup Nicoletta Frasca.

L’operazione, scattata cinque mesi fa con il fermo di 14 persone, ha smantellato due agguerrite consorterie radicate nel quartiere agrigentino di Villaseta e a Porto Empedocle. Secondo i magistrati della DDA, i due gruppi, inizialmente in contrasto tra loro, avrebbero siglato un accordo strategico – un vero e proprio cartello – per la gestione monopolistica delle piazze di spaccio e l'approvvigionamento della droga.

L'indagine ha fatto luce su episodi di estrema violenza, come gli attentati a colpi di Kalašnikov che hanno bersagliato un negozio di frutta ad Agrigento (dicembre 2024) e un panificio a Porto Empedocle (giugno 2025). Azioni di forza che servivano a ribadire l'egemonia sul territorio.

Al vertice dell'organizzazione, con l'aggravante di promotori, figurano nomi di spicco della criminalità locale: Pietro Capraro e Gaetano Licata per il clan di Villaseta; James Burgio e Salvatore Prestia per il versante empedoclino.

Oltre ai presunti capi, la richiesta di rinvio a giudizio riguarda: Salvatore Carlino (Canicattì); Antonio Crapa e Salvatore Lombardo (Favara); Stefano Fragapane, Simone Sciortino, Calogero Segretario, Cristian Terrana, Alessandro Trupia, Andrea Sottile, Antonio Guida e Danilo Barbaro (tutti di Agrigento); Vincenzo Iacono e Agostino Marrali (Porto Empedocle).