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Polizia penitenziaria

Doppio blitz alla Casa di reclusione di Augusta: 15 smartphone murati e 70 grammi di droga sequestrati

Il Sappe plaude all’operazione ma avverte che il fenomeno resta difficile da arginare

Agnese Siliato

19 Gennaio 2026, 17:51

19:07

Doppio blitz alla Casa di reclusione di Augusta: 15 smartphone murati e 70 grammi di droga sequestrati

Doppio blitz della Polizia penitenziaria lo scorso fine settimana alla Casa di reclusione di Augusta, mirato a contrastare l’introduzione e la detenzione di oggetti e sostanze illegali nei reparti.

Gli interventi, disposti dal comandante del reparto, il dirigente Guido Maiorana, hanno interessato in particolare le sezioni di alta sicurezza. L’operazione, condotta dagli agenti e coordinata sul campo da ispettori e sovrintendenti, ha portato al rinvenimento di 15 smartphone completi di schede telefoniche e cavi USB per la ricarica. Alcuni dispositivi erano stati abilmente occultati, persino murati nelle pareti delle celle. Contestualmente sono stati sequestrati circa 70 grammi di stupefacente. In diversi casi i detenuti sono stati colti in flagranza e deferiti all’autorità giudiziaria competente.

Determinanti per il successo dell’attività sono state le azioni di intelligence e le indagini basate su osservazioni dirette e monitoraggi mirati dei movimenti di specifici reclusi.

L’esito del controllo conferma l’elevato livello di professionalità e reattività del personale dell’istituto di Augusta che, nonostante difficoltà e sacrifici quotidiani, continua a garantire legalità e rispetto delle regole.

Sul tema è intervenuto anche il Sappe, sindacato autonomo della Polizia penitenziaria, che ha espresso piena soddisfazione per i risultati ottenuti e per l’impegno del personale, sottolineando però come la diffusione di telefoni cellulari e altri oggetti proibiti nelle carceri resti complessa da arginare.

Secondo il segretario provinciale, Salvatore Gagliani, né l’intensificazione dei controlli, né l’impiego di tecnologie anti-drone e disturbatori di segnale, né il recente inasprimento normativo con l’introduzione del reato previsto dall’articolo 391-bis del codice penale hanno finora prodotto un deterrente efficace.

Tali misure, ha aggiunto, avrebbero piuttosto appesantito il lavoro delle Procure, spesso costrette ad archiviare per mancanza di flagranza o impossibilità di individuare con certezza i responsabili.

Il Sappe ha infine rivolto un plauso al comandante Maiorana e a tutto il personale del carcere di Augusta, definendo l’operazione un segnale significativo in un contesto operativo sempre più complesso e delicato.