igiene urbana
«Tekra? non abbiamo avuto alcuna interlocuzione»
La sorpresa dell'assessore Aloschi che chiarisce: «Ci preme soprattutto la salvaguardia occupazionale»
È stato un fulmine a ciel sereno anche per il Comune, che è l’ente appaltante del servizio e dovrà dare conto della sua esecuzione ai cittadini, e quindi chiederne alla ditta subentrante. Che al momento, com’è ovvio, è sottoposta a verifiche e solo dopo, semmai, il dirigente di settore emetterà la determina che ne certificherà il subentro. Che dovrebbe avvenire a partire dal primo febbraio.
Al centro dell’agenda politica e amministrativa c’è questa novità della cessione di un ramo d’azienda da parte di Tekra alla società Ris.Am. srl, che comporterà il passaggio del servizio di raccolta dei rifiuti. Comunicata dalle preoccupatissime sigle sindacali, che due giorni fa hanno espresso “contrarietà” rispetto alle modalità e alle tempistiche adottate per la cessione e ritenuto “inaccettabile che un’operazione di tale portata sia stata decisa senza il minimo coinvolgimento delle organizzazioni sindacali”, ora sappiamo che nemmeno il Comune è stato coinvolto.
E dopo un silenzio stigmatizzato da tutti, gruppi consiliari, politici vari e associazioni di cittadini, a parlare con La Sicilia è l’assessore all’Igiene urbana, Luciano Aloschi: «Sin da subito – spiega - insieme agli altri uffici coinvolti, ci siamo messi in moto e stiamo verificando se ci siano i requisiti. Solo dopo il dirigente, emetterà la determina. Le due cose che ci premono maggiormente sono: la salvaguardia occupazionale, tutelata comunque dalle norme; e la continuità regolare del servizio.» Nessuno ha ancora rassicurato l’ente in questo senso anche perché «questa cosa è stata un fulmine a ciel sereno anche per noi – dice ancora l’assessore Aloschi -. Non abbiamo avuto nessun segnale, nessuna avvisaglia e nessuna interlocuzione. Dal primo febbraio dovrebbero subentrare, ma siamo in corso di verifiche. Non abbiamo né percepito, né intuito che qualcosa del genere stesse accadendo».
Dopo le richieste all’amministrazione di riferire in Consiglio comunale da parte di Pd e FdI; dopo le reazioni basite dei sindacati di categoria e delle associazioni di cittadini, molto dura anche la posizione del segretario generale Cgil, Franco Nardi: «Come Cgil non possiamo accettare che un’operazione di tale portata venga gestita senza un confronto preventivo, serio e trasparente con i sindacati. A destare forte preoccupazione è la mancata comunicazione da parte del Comune, che avrebbe dovuto informare e coinvolgere le parti sociali su una scelta che incide su occupazione, salari e qualità del servizio. Escludere il sindacato significa escludere chi rappresenta i lavoratori e, allo stesso tempo, l’interesse pubblico della comunità. Non permetteremo – ha concluso Nardi - che questa operazione diventi un pretesto per abbassare il costo del lavoro e che non venga tutelato il servizio alla cittadinanza.»