13 febbraio 2026 - Aggiornato alle 15:05
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aperta un'inchiesta

Raid notturno al depuratore di Alessandria della Rocca: sabotaggio o furto fallito?

Nulla è stato rubato, tutto è stato distrutto: città in ginocchio. Caccia alla banda

20 Gennaio 2026, 10:00

carabinieri

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Un gesto mirato o un furto fallito? Qualcuno ha distrutto, lasciandoli sul posto, i componenti elettrici dell'impianto di depurazione delle acque reflue, rendendolo non più funzionante. La struttura, di proprietà comunale, si trova in contrada "Cabibbi".

Dopo l'amara scoperta, il dirigente responsabile del IV Settore del Comune di Alessandria della Rocca ha formalizzato la denuncia ai carabinieri della Stazione cittadina. La Procura della Repubblica di Sciacca, subito informata dell'accaduto, ha aperto un fascicolo, a carico di ignoti, per l'ipotesi di danneggiamento e interruzione di un servizio di pubblica necessità.

Il danno arrecato al Comune cittadino è ancora in via di quantificazione, purtroppo non coperto da alcuna polizza assicurativa. E non sono mancati - come era logico prevedere - i disagi.

I militari dell'Arma hanno avviato le indagini ed eseguito gli accertamenti di rito. Ad agire nelle ore notturne sarebbero stati due o più malviventi, verosimilmente esperti del settore. Quasi sicuramente nei giorni scorsi hanno pianificato il raid, e una volta entrati in azione, hanno danneggiato i componenti elettrici dell'impianto ma non hanno portato via nulla. Le modalità fanno propendere per l'ipotesi che la banda conoscesse bene l'area in questione e soprattutto sapesse dell'assenza di sorveglianti. A facilitare l'azione criminale anche l'oscurità e la zona praticamente deserta nelle ore serali e notturne.