la sentenza
Condannato il "re dei surgelati" di Palermo: a Salvatore Vetrano 10 anni e otto mesi, confiscati oltre 20 milioni
Pene anche per moglie, padre e soci, esclusa l'aggravante di favoreggiamento mafioso
È stato condannato a 10 anni e otto mesi Salvatore Vetrano, il «re dei surgelati» di Palermo. Il tribunale di Genova lo ha ritenuto colpevole per tutti i reati escludendo però l’aggravante di avere agevolato la mafia, come contestato dalla procura. Il procuratore aggiunto Federico Manotti e il sostituto Giancarlo Vona avevano chiesto 12 anni.
Condannati la moglie Anna Bruno a tre anni e sei mesi, padre Pietro Bruno (considerato legato a Totò Riina) a due anni per la sola accusa di non avere comunicato le variazioni patrimoniali, e l’imprenditore genovese del settore ittico, Mauro Castellani, a quattro anni e due mesi.
Disposta anche la confisca di oltre 20 milioni, di quote societarie e orologi preziosi.
Gli avvocati Laura Razetto, Laura Liguori, Eleonora Rapallini, Francesco Iacobelli, Alessandro Vaccaro, Loredana Greco, Massimo Boggio, Luigi Latino e Paolo Scarcià potrebbero fare appello.
Vetrano era stato estradato dalla Spagna. Secondo la procura, il «re dei surgelati» avrebbe gestito una rete di società con sedi in Italia, Spagna e Portogallo, attraverso le quali sarebbero state realizzate frodi fiscali su vasta scala.