tribunale di genova
Bici giù dai Murazzi a Torino: Denise scarcerata dopo quasi tre anni
Condannata per concorso morale, il lancio rese tetraplegico lo studente palermitano Mario Glorioso. La ragazza in affidamento ai servizi sociali
Condannata, quando era minorenne, a sei anni e otto mesi di reclusione per il caso di Mauro Glorioso, lo studente palermitano rimasto tetraplegico a Torino dopo il lancio di una bicicletta dal bastione dei Murazzi, la giovane Denise è tornata ieri a casa. Dopo due anni e undici mesi trascorsi in carcere, il Tribunale di sorveglianza di Genova le ha concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali. Secondo i giudici, riferisce La Stampa, la ragazza ha compreso la gravità del fatto e potrà seguire un percorso volto alla maturazione e al recupero. È stata assistita dagli avvocati Guglielmo Busatto e Annalisa Baratto. In totale, i condannati per il lancio della bici sono cinque.
“La nostra assistita ha dato prova, con l’andare del tempo, di essere cambiata e di avere compreso la gravità di quel che è successo. Certo, ha creato tanto dolore, sia pure indirettamente. Ma la giustizia deve anche essere umana. Il carcere è giusto che ci sia così come le pene detentive, ma un minorenne, laddove possibile, deve essere recuperato alla società”. Lo ha dichiarato l’avvocato Guglielmo Busatto, legale della giovane, oggi ventenne.
Nel 2023 Denise era ancora minorenne. Oggi ha vent'anni. Ne avrà due di tempo per completare il percorso rieducativo e, come scrivono i giudici, imparare «le regole della vita». Ma dovrà impegnarsi. Le sedute dallo psicologo, gli incontri con gli educatori, il volontariato in Croce Rossa, un corso per diventare tatuatrice, la scuola guida per la patente, persino gli allenamenti di boxe, uno sport capace di «trasmettere valori» e insegnare «dedizione e responsabilità».
Nella notte tra il 20 e il 21 gennaio 2023, un gruppo di cinque ragazzi, poi condannati per tentato omicidio, decise di scagliare una bicicletta dai Murazzi. Glorioso fu colpito, riportando ferite gravissime. La giovane ora scarcerata era stata condannata a sei anni e otto mesi; un’altra ragazza, Sara, accusata di aver assistito al lancio senza intervenire, ha ricevuto 16 anni in primo grado, ridotti a 14 in appello.
Sedici anni in appello anche per Victor Ulinici, maggiorenne, autore materiale del gesto insieme a due minori. All’epoca dei fatti Glorioso frequentava il primo semestre del quinto anno del corso di Medicina e Chirurgia a Torino. Dopo lunghi mesi di ricovero e riabilitazione, segnati anche dalla depressione e dall’interruzione degli studi, ha ripreso il proprio percorso accademico, laureandosi due anni dopo.
«Alla luce di quanto appreso nel corso del processo di merito sul percorso penitenziario compiuto dalla persona in oggetto dopo il gravissimo delitto commesso ai danni di Mauro, la famiglia non può che esprimere costernazione per non essere stata neanche chiamata ad esprimere un parere sulla concessione di una misura alternativa e sugli eventuali contatti o gesti di resipiscenza commessi in favore di Mauro dalla stessa persona che sono stati semplicemente inesistenti».
Così la famiglia di Mauro Glorioso, commenta, per il tramite dell’avvocato di parte civile Simona Grabbi, la notizia dell’affidamento in prova di uno dei giovani condannati, una ragazza minorenne all’epoca del fatto. «La notizia - dicono i Glorioso - cade oggi che è per noi un triste anniversario: sono tre anni che la vita di Mauro e la nostra sono state stravolte da un gesto di scellerata e gratuita violenza. L’unico auspicio è che simili gesti non si ripetano, anche se le cronache di questi giorni inducono a pensare che neanche il sacrificio di nostro figlio sia stato di monito: occorre che tutto il sistema, legislativo e giudiziario, reagisca con fermezza. Non vogliamo più leggere di quanti Mauro dobbiamo piangere».

