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Catania tra le 10 finaliste per la Capitale italiana della cultura 2028

Le città convocate a presentare i progetti il 26 e il 27 febbraio. Ecco chi sono le sfidanti

Redazione La Sicilia

20 Gennaio 2026, 17:04

20:22

La piazza Duomo di Catania

La piazza Duomo di Catania

C'è anche Catania tra le 10 città finaliste come Capitale italiana della cultura 2028. Sono state scelte oggi dalla giuria, in base ai loro progetti, le dieci finaliste per la selezione della città «Capitale italiana della cultura» 2028. Le finaliste - riferisce il ministero della Cultura in una nota - saranno convocate per le audizioni pubbliche, che si terranno giovedì 26 e venerdì 27 febbraio prossimi, presso la Sala Spadolini della sede del Ministero della cultura. Ogni candidata avrà così la possibilità di illustrare nel dettaglio il proprio progetto e rispondere alle domande dei giurati. Per ciascun dossier le audizioni avranno una durata massima 60 minuti, di cui 30 per la presentazione del progetto e 30 per una sessione di domande da parte dalla Giuria. La pubblicità delle stesse, prevista dal bando, sarà garantita tramite trasmissione in diretta streaming sul canale YouTube del Ministero della cultura.

Le 10 città finaliste sono le seguenti:

1. Anagni (FR) - Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce

2. Ancona - Ancona. Questo adesso

3. Catania - Catania continua

4. Colle di Val d’Elsa (SI) - Colle28. Per tutti, dappertutto

5. Forlì - I sentieri della bellezza

6. Gravina in Puglia (BA) - Radici al futuro

7. Massa - La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia

8. Mirabella Eclano (AV) - L’Appia dei popoli

9. Sarzana (SP) - L’impavida. Sarzana crocevia del futuro

10. Tarquinia (VT) - La cultura è volo

Catania è la "Norma" di Vincenzo Bellini e l’avanguardia di Franco Battiato e Carmen Consoli; la grande letteratura, da Verga e De Roberto a Brancati e Goliarda Sapienza. Catania è il vulcano attivo più alto al mondo e i neutrini pieni di energia in fondo al mar Jonio. Catania è l’Università fondata nel 1434 e una concentrazione unica di istituti di ricerca scientifica. È il barocco di via Crociferi, la città sotterranea e la città dei chioschi, riunita dalla “A” di Agata, la Patrona celebrata con la festa terza al mondo per numero di partecipanti. È un hub logistico di connessioni via terra, mare, aria nel cuore del Mediterraneo e un distretto industriale ad alta innovazione. La provincia conta 780 imprese culturali attive, pronte a realizzare ponti innovativi tra lingue, religioni, arti.

Ma Catania è frenata da gap infrastrutturali e sociali che da tempo pesano sulle scelte delle nuove generazioni. Rischia di diventare solo un luogo di nascita, di transito, di memoria. Oltre al patrimonio ereditato, custodisce potenzialità celate. La comunità sente il bisogno di sviluppo, la città con la partecipazione di tutti può crescere: guardando in alto e in profondità; guardando oltremare; guardando dentro se stessa, connettendo geografie urbane diverse, centrali e periferiche, in un unico disegno di rigenerazione.

Sono questi i tre sguardi di “Catania Continua”, le grandi ispirazioni del programma culturale della candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, fulcro del dossier consegnato dal Comune di Catania al Ministero della Cultura lo scorso 25 settembre.