amarcord
Catania come durante il lockdown: pioggia e vento fermano la città che affronta il ciclone Harry
Strade deserte, banchi vuoti e saracinesche abbassate. Ma stavolta a “chiudere” la città è stato il maltempo
Catania si ferma non per un decreto, ma per il maltempo: la città trattiene il respiro sotto il temporale in attesa del ciclone Harry. Le immagini ricordano il 2020: strade deserte, banchi vuoti, saracinesche abbassate.

Il cielo è basso, gonfio di pioggia e silenzio, il vento sferza. Bar chiusi, nessun profumo di caffè; scuole, uffici, negozi, ristoranti, cinema, musei e attività commerciali serrati raccontano una città in pausa. In giro passano solo poche auto, mancano i passi, come durante il lockdown. Le persiane socchiuse evocano giorni di clausura. Il mare è in tempesta: piazza Europa, il lungomare e Ognina sono vuote, la pioggia batte forte e ostinata, scandendo il tempo.

Come allora, la vita si ritira nelle case: le cucine si riempiono di rumori domestici, fuori la città somiglia a una scenografia abbandonata. Ogni strada è una rinuncia momentanea, ogni pozzanghera riflette una memoria recente. Eppure, sotto l’acqua, la città resiste. Aspetta il ritorno del passo umano e sa che il silenzio, prima o poi, finirà.