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la svolta

Troppo povero per pagare i creditori: il giudice di Agrigento libera un lavoratore da 122.000 euro di debiti

La sentenza che fa scuola: applicato il nuovo Codice della Crisi

20 Gennaio 2026, 17:37

Tribunale agrigento

Il Tribunale di Agrigento

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È una sentenza destinata a fare giurisprudenza quella emessa nei giorni scorsi dal Tribunale di Agrigento. Per la prima volta, la giudice Silvia Capitano ha concesso l’esdebitazione a un lavoratore, dichiarando inesigibili tutti i suoi debiti, per un ammontare complessivo di 122.000 euro.

Il provvedimento restituisce dignità a un cittadino che si era indebitato "senza colpa" e che non era più in grado di ripagare i creditori. Questo risultato è stato raggiunto grazie alla documentazione prodotta dal gestore della crisi, l'avvocato Valeria Ciancimino dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) “I Diritti del debitore”, e al supporto legale dell’avvocato Vincenza Vella. È stato dimostrato al Tribunale che il reddito da lavoro a tempo parziale del debitore veniva interamente assorbito dalle spese necessarie per il fabbisogno del proprio nucleo familiare, rendendo impossibile qualsiasi pagamento.

La decisione applica la recente modifica dell’art. 283 del Codice della Crisi e dell'Insolvenza (CCII), introdotta con il D. Lgs. n. 137 del 13 settembre 2024. Questa riforma segna una svolta cruciale nella disciplina dell’esdebitazione: se prima la misura era concessa solo ai "totalmente incapienti" (privi di qualsiasi risorsa), oggi viene estesa anche ai lavoratori il cui reddito non supera la soglia di legge necessaria al sostentamento della famiglia.

Grazie a questa pronuncia, il lavoratore ottiene una "seconda chance" per ripartire come soggetto produttivo nella società, senza il timore che il reddito destinato ai bisogni familiari venga aggredito dai creditori. "La procedura di esdebitazione del consumatore sovraindebitato è una procedura straordinaria che può essere concessa una sola volta", ha spiegato lStella Vella, referente dell’OCC “I diritti del debitore”. La referente ha sottolineato come, pur richiedendo un'istruttoria rigorosa sulle cause della crisi e sulla situazione reddituale, si tratti di una "misura di estrema utilità sociale e umanitaria", concepita per liberare i soggetti impossibilitati a pagare debiti divenuti insostenibili.