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il caso

Ciclone Harry, la prima conta dei danni in Sicilia: servono almeno 100 milioni

La stima dell'Associazione dei balneari dopo l'ondata di maltempo che sta mettendo in ginocchio la regione: si teme per l'avvio della stagione estiva

Giorgio Liuzzo

20 Gennaio 2026, 22:31

22:45

Ciclone Harry, la prima conta dei danni in Sicilia: servono almeno 100 milioni

L’Associazione Turistica Balneare Siciliana ha rivolto un appello urgente al Governo regionale: servono almeno 100 milioni di euro per rimediare ai danni provocati dal Ciclone Harry, che tra il 19 e il 21 gennaio ha colpito duramente gli stabilimenti balneari dell’isola.

L’evento, riconosciuto dalla Protezione Civile come calamità, rischia di compromettere la stagione estiva 2026.

Il 19 gennaio 2026 i rappresentanti dell’associazione hanno incontrato l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, on. Giusy Savarino, chiedendo procedure semplificate per l’accesso al litorale con mezzi meccanici e per il ripristino delle strutture.

Ringraziata la Regione per la Circolare n. 150/Gab del 19.01.2026, che ha introdotto tali semplificazioni, l’associazione sottolinea tuttavia che il provvedimento è arrivato quando il ciclone era ormai in piena avanzata.

Pur consapevoli che le concessioni demaniali non consentono di chiedere ristori per mareggiate ordinarie, gli operatori evidenziano la natura straordinaria e non ricorrente dell’accaduto.

Nell’immediato stanno anticipando di tasca propria le spese per gli interventi, ma il tempo stringe con l’estate alle porte.

“La Sicilia non può permettersi di rinunciare ai nostri servizi essenziali”, afferma l’associazione, ricordando che molte funzioni che i Comuni costieri dovrebbero garantire per legge sono assicurate dai balneari: salvataggio con bagnini a carico degli operatori, postazioni di primo soccorso con defibrillatore, accessi per persone con disabilità, pulizia degli arenili durante tutto l’anno e opportunità occupazionali per giovani e disoccupati.

“Siamo le sentinelle del mare”, il primo presidio a supporto delle Capitanerie di porto e ambasciatori della Regione.