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Il ciclone Harry non è finito, ancora 24-48 ore di tempesta: venti fino a 150 km/h e onde fino a 10 metri

Poi si sposterà a est indebolendosi, ma un'altra perturbazione è in arrivo e porterà piogge nel weekend

Fabio Russello

21 Gennaio 2026, 00:27

Il ciclone Harry non è finito, ancora 24-48 ore di tempesta: venti fino a 150 km/h e onde fino a 10 metri

Il ciclone Harry ha ancora 24-48 ore di vita. A spiegarlo all’ANSA è il meteorologo Tommaso Torrigiani, previsore della sala meteo del Consorzio Lamma-Cnr, secondo cui il sistema depressionario che ha investito il Nord Africa e il Sud Italia con raffiche fino a 150 km/h e onde alte fino a 10 metri è destinato a indebolirsi progressivamente.

«Dopo aver generato piogge e vento intensi e mareggiate prevalentemente in Sicilia e Calabria - aggiunge - il ciclone da domani si muoverà verso est, indebolendosi ed esaurendosi gradualmente».

L’uscita di scena di Harry, tuttavia, non coinciderà con un miglioramento netto. «Piogge e altri fenomeni, sia pure di intensità minore - osserva Torrigiani - si abbatteranno sul Paese nel weekend a causa dell’arrivo di una nuova perturbazione, sebbene meno intensa».

Il previsore chiarisce inoltre la natura del fenomeno: «Harry - tiene a precisare il meteorologo del Consorzio Lamma-Cnr - non è né un uragano né un “medicane”, come vengono chiamati gli uragani che colpiscono il Mediterraneo: si tratta solo di una perturbazione ben strutturata e stazionaria, nata dal transito di una saccatura atlantica che ha richiamato correnti calde e umide dal Nord Africa. Lo scontro tra l’aria fredda atlantica e quella africana ha fatto irrobustire la perturbazione che in Italia ha colpito principalmente le due regioni meridionali».

La persistenza del ciclone sul Mediterraneo per diversi giorni è stata favorita da un’area di alta pressione “di blocco” centrata sull’Europa orientale. A innescare i venti tempestosi è stato invece il gradiente di pressione tra il Mediterraneo meridionale, dove i valori risultano bassi, e i Balcani, caratterizzati da alta pressione: un divario che ha spinto correnti fortissime dall’Egitto fin oltre la Sardegna.

Quanto alla denominazione, «il nome Harry è stato attribuito dalla Libera Università di Berlino, che - ricorda Torrigiani - dà le nomenclature ufficiali a tutti i cicloni che transitano in Europa, basandosi su criteri alfabetici. Non c’è quindi alcun riferimento a persone o a cose».

Nonostante il maltempo, conclude il meteorologo, «le temperature non sono state particolarmente basse: in Sicilia si sono mantenute in linea con le medie stagionali, con massime oltre i 15 gradi».