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Il lutto

Morto padre Alfio Carciola: era parroco della Santi Pietro e Paolo di Catania

È scomparso questa mattina a 79 anni. Due mesi fa la scomparsa del suo vice Salvatore Resca

21 Gennaio 2026, 11:19

25 Gennaio 2026, 22:38

Morto  padre Alfio Carciola: era parroco della Santi Pietro e Paolo di Catania

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Questa mattina intorno alle 9,30 è morto padre Alfio Carciola, per mezzo secolo alla Parrocchia Santi Pietro e Paolo di via Siena di cui era stato parroco dal 2005 fino allo scorso dicembre. Carciola avrebbe compiuto 80 anni il prossimo aprile, e la sua scomparsa segue di meno di due mesi quella di Salvatore Resca, storico viceparroco della comunità cristiana.

Una comunità dal carattere progressista, ricordata non solo per la presenza dell'associazione Cittàinsieme. «Noi non guardiamo a cosa credono o no i fratelli, li accogliamo. Questo è il nostro stile», riferiva a fine dicembre 2024 Alfio Carciola a questo giornale, ospitando proprio nel salone della parrocchia la festa di matrimonio di due ragazzi appena sposatisi nella Moschea della Misericordia. I funerali di Carciola, che soffriva da qualche tempo di un male incurabile, si terranno domani alle 11,30 e verranno officiati dall'arcivescovo di Catania Luigi Renna. Nel pomeriggio di oggi nel salone della parrocchia si terrà invece una camera ardente

Carciola era stato negli anni ‘80 in prima fila nei movimenti pacifisti siciliani contro i missili nucleari a Comiso, e negli anni ‘90 assistente ecclesiastico di zona degli scout Agesci. Grande l’impegno anche per il Burkina Faso. «A fine dicembre - racconta Saro D'Agata, ex consigliere e assessore comunale e amico di Carciola fin dai primi anni '70 - avrebbe voluto partecipare alla marcia della Pace a Catania, ma le forze glielo hanno impedito. Il suo ordinamento sacerdotale è avvenuto nel 1970, ma già dal 1971 è stato viceparroco nella parrocchia Santi Pietro e Paolo accanto a Giovanni Piro e poi a Salvatore Resca arrivato nel 1976. In due mesi se ne sono andati due pilastri di questa comunità e due grandi persone. Adesso - conclude D'Agata - credo che spetti a noi far continuare il loro messaggio, fare tesoro dell'insegnamento e della testimonianza che ci hanno dato».