le reazioni
Ciclone in Sicilia, tra solidarietà e rabbia politica: «Non eventi imprevedibili, serve prevenzione»
Il sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, descrive una situazione drammatica: «Come un bollettino di guerra»
Alle espressioni di solidarietà per le comunità colpite dal violento ciclone che ha investito la Sicilia si affianca, sul piano politico, una rabbia sempre più esplicita: quella per eventi che vengono definiti non imprevedibili e per una fragilità del territorio nota da anni, aggravata dalla carenza di prevenzione e di investimenti strutturali. Il maltempo ha colpito tutte le province dell’Isola, causando danni ingenti a infrastrutture, abitazioni e attività produttive, con centinaia di sfollati e gravi disagi soprattutto nel Messinese, nel Catanese, nel Siracusano e nell’Ennese.
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, segue l’evolversi della situazione e ha chiesto a tutte le strutture regionali e locali di mantenere altissimo il livello di allerta. «Le prossime ore sono delicate e richiedono il massimo senso di responsabilità – ha dichiarato –. Solo quando il maltempo sarà cessato potremo procedere a una prima conta dei danni e valutare la dichiarazione dello stato di calamità naturale». Schifani ha ribadito che la priorità resta la tutela dell’incolumità delle persone, rinnovando l’invito alla prudenza nelle aree a rischio idrogeologico e lungo le coste.
Dal fronte parlamentare, Galvagno ha sottolineato come i danni registrati, in particolare nelle province di Enna e Messina, siano il risultato di criticità territoriali note da tempo. «Non siamo di fronte a fenomeni imprevedibili – ha affermato – ma agli effetti concreti dell’assenza di prevenzione e di investimenti strutturali», chiedendo interventi rapidi e risorse certe per il ripristino dei servizi essenziali e la messa in sicurezza dei territori colpiti.
Sulla stessa linea il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha espresso solidarietà alle comunità colpite in Sicilia, Calabria e Sardegna, sottolineando come il dissesto idrogeologico non possa più essere affrontato solo in emergenza. «È indispensabile – ha scritto – che il governo e gli enti coinvolti intervengano con tempestività, garantendo assistenza e sostegno alle popolazioni e avviando finalmente interventi seri di prevenzione».
Da Fratelli d’Italia, l’eurodeputato Ruggero Razza ha annunciato l’intenzione di chiedere, insieme al Gruppo Ecr, l’estensione delle condizioni di utilizzo dei fondi di coesione europei previsti dal regolamento Restore anche alle calamità del 2026. «Il meccanismo di solidarietà dell’Unione europea sarà certamente attivato se necessario – ha spiegato – ma occorre rassicurare amministratori locali, cittadini e attività produttive».
La deputata del Pd Maria Stefania Marino ha chiesto al governatore Schifani di attivarsi immediatamente per la richiesta dello stato di emergenza e al governo nazionale di stanziare risorse straordinarie. «Non bastano le dichiarazioni di circostanza – ha detto –: servono atti rapidi e fondi certi. Le comunità siciliane non possono essere lasciate sole ancora una volta».
Tra le voci più colpite dal punto di vista diretto, quella del sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, che ha descritto un quadro drammatico: «Sembra un bollettino di guerra. Siamo senza acqua e senza luce in gran parte del paese, il lungomare in alcune zone non esiste più». Situazioni critiche si registrano anche a Giardini Naxos, Letojanni, Roccalumera e Milazzo, dove le mareggiate hanno causato gravi danni alle strutture costiere.
«Raccogliamo il grido di disperazione di siciliani, sindaci e amministratori per danni incalcolabili a strade, abitazioni e attività d’impresa che hanno messo in ginocchio la Sicilia dopo un evento meteorologico senza precedenti». Lo dichiara il deputato regionale Giuseppe Lombardo (Mpa-Grande Sicilia), chiedendo una sessione finanziaria straordinaria e un intervento urgente del Governo nazionale: «La Regione da sola non può far fronte a una catastrofe di queste dimensioni, serve una solidarietà concreta e immediata».
La prossima Finanziaria regionale deve prevedere un fondo per risarcire le attività commerciali della costa orientale della Sicilia colpite dal ciclone Harry. A chiederlo è il deputato regionale Ludovico Balsamo (Mpa–Grande Sicilia), che segnala danni ingenti a negozi, bar, ristoranti e stabilimenti balneari. «Molti imprenditori dovranno anticipare risorse proprie per ripartire – afferma –. La Regione garantisca un ristoro concreto e una risposta rapida per tutelare lavoro ed economia locale».
Infine, dal resto d’Italia arriva la solidarietà istituzionale: il presidente della Toscana, Eugenio Giani, ha messo a disposizione il sistema regionale di Protezione civile per eventuali interventi di supporto alle popolazioni colpite.
Un quadro che unisce vicinanza e preoccupazione, ma anche una richiesta trasversale di cambio di passo: dalla gestione dell’emergenza a una strategia di prevenzione strutturale, ritenuta ormai non più rinviabile.