le indagini
Colpo alla criminalità interna: dentro il carcere di San Cataldo sequestrati nove cellulari nascosti in plafoniere e nel televisore
Agenti della PolPen avviano le ricerche delle Sim, appello del Consipe per fondi straordinari e personale aggiuntivo
Nella giornata odierna, presso la Casa di Reclusione di San Cataldo, la Polizia Penitenziaria ha messo a segno un’importante operazione che ha inferto un duro colpo alla criminalità interna all’Istituto.
Nel corso di un’accurata attività di controllo, gli agenti hanno rinvenuto all’interno di una stanza detentiva ben nove telefoni cellulari, di cui sette smartphone e due mini-telefonini, tutti completi dei rispettivi caricabatterie. La Polizia Penitenziaria è tuttora impegnata nella ricerca delle relative SIM, poiché solo una parte di esse è stata finora recuperata.
È evidente che anche un piccolo istituto penitenziario come quello di San Cataldo non è immune da simili episodi. Una parte della popolazione detenuta tenta costantemente di eludere le regole imposte dall’Amministrazione Penitenziaria, al fine di espiare la pena in modo illecito, più agevole e, soprattutto, mantenendo collegamenti con la criminalità organizzata.
Il Vice Presidente CONSIPe, Francesco Davide Scaduto, esprime un plauso particolare a tutto il Reparto di Polizia Penitenziaria che, sotto la direzione di un neo-funzionario, ha dimostrato elevato senso del dovere, spirito di sacrificio e dedizione, riuscendo a contrastare efficacemente tali condotte illecite e a sequestrare i telefoni dalla disponibilità dei detenuti.
Dalle prime ricostruzioni, i dispositivi risultavano occultati all’interno delle plafoniere delle camere detentive e persino all’interno del televisore in uso ai detenuti.
Diventa sempre più difficile, all’interno degli istituti penitenziari, svolgere un’adeguata attività di prevenzione. "Con le risorse attualmente disponibili - denuncia Davide Scaduto del Con.Si.Pe. - è quasi impossibile garantire pienamente ordine e sicurezza, nonché contrastare l’introduzione di micro-telefonini e di altri oggetti vietati. Per queste ragioni, si rivolge al Provveditorato Regionale la richiesta di assegnazione di fondi straordinari e, soprattutto, di ulteriori risorse umane, al fine di consentire un’operatività efficace e garantire standard di sicurezza più elevati all’interno dell’Istituto".