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Tribunale

Il mistero del suicidio di Onorato, gip si riserva su richiesta archiviazione dell'inchiesta

Il gip di Palermo, Giuseppina Zampino, deciderà sulla richiesta di archiviazione: i pm parlano di suicidio nella morte di Angelo Onorato, ma la famiglia chiede l'estrazione del dna e contesta la tesi nonostante debiti e assenza di segni di colluttazione.

21 Gennaio 2026, 17:13

angelo onorato

Si è riservato la decisione la gip di Palermo Giuseppina Zampino che dovrà stabilire se accogliere la richiesta della Procura di Palermo di archiviare l’indagine sulla morte dell’imprenditore Angelo Onorato, trovato senza vita nella sua auto, soffocato da una fascetta di plastica, il 25 maggio del 2024.

I pm hanno chiesto l’archiviazione del caso ritenendo che si sia trattato di un suicidio, la famiglia dell’uomo, che era sposato con l’ex eurodeputata Francesca Donato, si è opposta. L'avvocato Vincenzo Lo Re, che assiste Donato, ha chiesto di estrapolare il dna trovato sulle impronte lasciate nel Suv dell’uomo per capire se siano riconducibili ad altre persone. Per i pm Onorato «risultava gravato da una situazione debitoria significativa, sia a titolo personale che attraverso le società a lui riconducibili» ed era «consumato dalle preoccupazioni».

LaOn. Imm. la srl, fondata e poi ceduta, presentava esposizioni per circa un milione e mezzo di euro. A ciò si aggiungevano pendenze fiscali, rateizzazioni con l’Agenzia delle entrate, contenziosi con fornitori e banche. In particolare vi è «una pretesa di 950 mila euro per una lottizzazione edilizia nel comune di Capaci», avevano scritto i pm dopo le indagini.

L’autopsia ha stabilito che l’imprenditore è deceduto «per arresto cardiocircolatorio dovuto ad asfissia da strangolamento», ma sul corpo «non sono stati rilevati segni riconducibili a colluttazioni» ha scritto la procura. Le analisi del Ris hanno poi individuato i soli profili genetici di Onorato e Donato.

Nessun indizio degno di nota anche dai tabulati telefonici, dalle verifiche sui dispositivi informatici, dai filmati di videosorveglianza lungo il tragitto compiuto dall’uomo in auto, secondo la Procura.

Anche le intercettazioni, durate mesi e che hanno coinvolto familiari, collaboratori, professionisti e imprenditori legati alla vittima, non avrebbero dato esiti: «Si sono rivelate prive di contenuti concretamente utili ai fini dell’individuazione di un possibile autore del delitto», si legge nella richiesta di archiviazione. La famiglia di Onorato però non crede alla tesi del suicidio.

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