sanità
«Un solo cardiologo all’ospedale di Paternò»
Nuova denuncia del segretario provinciale della Uil-Fp sulla carenza di personale al Ss Salvatore
“Ss. Salvatore” si resta in attesa e si spera che l’annunciato potenziamento del personale, con l’invio di nuove unità mediche, arrivi presto. Al momento si resta fermi. Nonostante l’impegno dell’Asp di Catania, l’ospedale paternese resta ancora sottodimensionato. Anzi, la situazione, per certi aspetti è addirittura peggiorata. Nonostante la denuncia del sindacato della Uil-Fp la scorsa settimana, poco è cambiato per il nosocomio cittadino. Alle croniche carenze di medici per i reparti di ortopedia, chirurgia, laboratorio analisi, otorinolaringoiatria e pronto soccorso, ora si aggiunge anche la cardiologia.
Questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A denunciare la situazione, ancora una volta, è il sindacato della Uil-Fp per voce del segretario organizzativo provinciale, Pippo Palumbo.
«All’ospedale di Paternò la situazione è sempre più difficile e direi gravissima - dice Palumbo - Il comportamento di un direttore generale dovrebbe essere più responsabile quando viene denunciato che un presidio ospedaliero è in sofferenza di personale medico; per tutta risposta - dice sempre Palumbo - oltre a non avere provveduto con ordine di servizio nello spostare qualche ortopedico e altri medici di chirurgia generale a Paternò, da sabato scorso 17 gennaio il colmo: uno dei due cardiologi dell’ospedale di Paternò è stato spostato con ordine di servizio all’ospedale di Bronte dove ci sono già due medici in servizio, adesso sono in tre. A Paternò, invece, il medico in reparto è solo uno; ribadisco solo uno. Con il rischio di chiudere anche quest’attività sanitaria. Chiedo alla classe politica di Paternò di intervenire con urgenza - dice ancora Palumbo - per contrastare quanto sta accadendo contro l’ospedale di Paternò che sta subendo un lento, quanto inesorabile depotenziamento. Occorre difendere il presidio sanitario, fondamentale per tutti i cittadini dell’area etnea».
Dall’Asp di Catania, come detto, tentano di correre ai ripari, da qui la decisione di prorogare l’incarico di un anno per il primario di otorinolaringoiatria, che doveva andare in pensione, permettendo al reparto di avere tre unità mediche; per l’ortopedia si sta sopperendo con l’invio di medici in arrivo dall’ospedale di Acireale; per quanto riguarda la cardiologia si sta provvedendo allo scorrimento della graduatoria per la copertura del posto rimasto libero. Attivata, poi, la procedura per la sostituzione del primario di chirurgia per potere permettere l’invio di nuovo personale medico. Si resta in attesa di capire come muoversi per il laboratorio di analisi.