16 febbraio 2026 - Aggiornato alle 01:33
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Come una apocalisse

Il ciclone Harry si è preso il cuore della riviera, la Prefetta chiama anche l’Esercito in aiuto

Devastazione e danni a S. Teresa, Furci e Roccalumera. Ovunque lungomare inghiottito dal mare. Si contano i danni e c'è preoccupazione per futuro

22 Gennaio 2026, 07:35

Il ciclone Harry si è preso il cuore della riviera, la Prefetta chiama anche l’Esercito in aiuto

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Altro che sapore di sale. C’è sabbia e fango, massi enormi, gli effetti della furia del mare che ha travolto tutto. Intere strade, piazzette, insegne stradali. Il cuore si stringe a guardare quei luoghi che sanno d’estate, di divertimento, di passeggiate sul lungomare. E, invece, ieri mattina c’erano scope e mezzi meccanici a spalare i detriti che le onde, ancora alte, hanno trascinato per tutta la notte e che continuavano a sbattere forte sulle ringhiere. Santa Teresa è un altro paese rispetto a quello vivace e frenetico. Il lungomare è sventrato in più punti. A sud, nella zona che va da Barracca sino a quasi il bivio per Savoca, il mare ha inghiottito tutta la strade. Le piazze tematiche con le sculture di Nino Ucchino sono “affondate”. Risalendo all’altezza di via del Gambero ci sono i mezzi meccanici al lavoro: anche qui la strada non c’è più e le onde arrivano quasi dentro le abitazioni. Si vedono ad occhio nudo i tubi dell’acqua tranciati, così come quelli dei sottoservizi, dall’energia elettrica al gas alla linea telefonica. Non c’è acqua in tante case del paese, per diverse ore è mancata anche la luce. In Municipio è in corso un vertice voluto dalla Prefetta Cosima Di Stani con tutte le forze dell’ordine, i tecnici della protezione civile e degli enti coinvolti, dall’Anas al Consorzio che gestisce il gas.

«Ho chiesto l’intervento dell’Esercito - ha detto la Prefetto - per poter gestire la viabilità che in questa zona è fondamentale per consentire la ripresa normale. Certamente dovremo attendere la dichiarazione dello stato di emergenza e il riconoscimento da parte del Governo».

Viabilità in primo piano per dare un’alternativa al lungomare. Si è deciso di rendere la nazionale a doppio senso di circolazione anche se c’è il tema legato al passaggio dei mezzi pesanti. Qui si sta realizzando il raddoppio ferroviario ed era continuo il transito di camion. Proprio Webuild, con i suoi mezzi, sta cercando di dare una mano per liberare le strade dalla terra.

Che è tanta. Da qui è impossibile raggiungere Sant’Alessio, la passerella sul torrente Agrò è stata chiusa. A Furci, invece, si arriva ma lo scenario è apocalittico. Su 900 metri di lungomare almeno 700 sono stati inghiottiti dal mare. È (era) l’unica via in direzione Messina, adesso si transita sulla nazionale. La gente è tutta all’altezza di via Monza, sotto la piazzetta de Il Moro. «Allucinante, non ricordo una potenza così distruttiva del mare» commenta un cittadino. La situazione non cambia a Roccalumera dove si spala fango e sabbia. Giuseppe vive proprio sul lungomare.

«Non avevo mai visto una cosa del genere in sessanta anni che vivo qui - dice toccandosi il berretto -.L’acqua, fortunatamente, non è entrata dentro casa, forse è stata una delle poche abitazioni che non ha avuto danni seri. Però è stato tremendo vedere quelle onde altissime di dieci metri. Ha distrutto veramente tutto».

«Stanotte c’è stato il picco - racconta Marco Maccarrone -. Non abbiamo dormito, verso le 3.30-4 quasi onda entrava dentro, è stato divelto il cancello, si è allagato il seminterrato ma tutto sommato è andata bene».