il grido d'allarme
Fronte comune dei sindaci: «Tutta la jonica è al collasso»
Le parole dei primi cittadini di S. Teresa, Furci e Roccalumera e il pensiero rivolto al futuro, ad una economia che ruota attorno al mare
Commosso, quasi in lacrime, il sindaco di Roccalumera, Giuseppe Lombardo. Non lo spaventa il lavoro da fare, ma quello che significa il lungomare per tutti i paesi della riviera.
«Sono il centro della nostra economia, senza lungomare non c’è più fruizione del mare e i nostri paesi vivono di quella economia. Non so se ci rialzeremo, c’è bisogno di un intervento forte dello Stato, perché la Regione non ce la può fare da sola. Qui ci vuole qualcosa di forte. La speranza siamo pronti a conquistarcela ma la prospettiva devono darcela le Istituzioni».
È provato anche il sindaco di Furci, Matteo Francilia, che non dorme da quasi 48 ore quando arriva il prefetto per un veloce sopralluogo. «È una situazione apocalittica - dice volgendo lo sguardo al lungomare che non c’è più - la riviera jonica è a lutto. Non abbiamo il tempo per piangere o lamentarci, dobbiamo reagire con forza. Adesso bisogna intervenire ma non siamo sufficienti solo noi. Ho sentito il ministro Salvini e il presidente della Regione Schifani, siamo tutti nelle stesse condizioni nella riviera jonica. Serve sinergia. Solo a Furci serviranno almeno 8 milioni di euro».
«Questa è un’emergenza inimmaginabile - aggiunge il sindaco di S. Teresa, Danilo Lo Giudice - dobbiamo essere bravi a collaborare e risollevarci. I problemi sono tanti, ci vorrà tempo non solo per tornare alla normalità ma anche per avere quei servizi come acqua e luce che mancano adesso. La situazione è veramente complicata».