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Gli interventi

Dalla Regione ai fondi Ue parte la conta dei danni del ciclone Harry: la prima stima è di mezzo miliardo

Subito giunta straordinaria, appello bipartisan all’Europa. Meloni «segue con attenzione i fatti». Oggi il sopralluogo di Musumeci. Il piano di Schifani: «Prima abbiamo pensato alle vite umane, ora chiederemo lo stato d’emergenza nazionale»

22 Gennaio 2026, 04:00

Dalla Regione ai fondi Ue parte la conta dei danni del ciclone Harry: la prima stima è di mezzo miliardo

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Oggi si saprà di più, al termine della giunta straordinaria convocata dal presidente della Regione Renato Schifani. Sul tavolo del governo arriveranno i primi, comunque parziali, conteggi della Protezione civile. La conta dei danni, insomma. Ma una cifra-monstre già c'è. Si parla di mezzo miliardo di euro. Tanto costerebbero i risarcimenti e gli interventi di ripristino dopo il passaggio furioso, soprattutto nella parte orientale della Sicilia, del ciclone Harry. E da più parti è iniziata anche la ricerca di possibili fonti di finanziamento. Da quelli regionali a quelli statali, passando per l'Europa.

E così, dopo le ore in cui l'attenzione è stata posta soprattutto «sull'emergenza e sull'evitare perdite di vite umane», ha detto il governatore, è arrivato il momento della verifica dei danni, «che, purtroppo – ha detto Schifani - sono molto gravi su oltre 100 chilometri di litorale ionico. Parliamo di strade litoranee, stabilimenti turistici e balneari, abitazioni e strutture portuali. Da quanto emerso da una prima valutazione siamo già nell’ordine di oltre mezzo miliardo di euro». Da qui, la convocazione della giunta di oggi per deliberare lo stato di crisi di emergenza regionale e chiedere al governo centrale la dichiarazione di emergenza nazionale. Schifani ha poi voluto sottolineare che «il sistema di Protezione civile, coordinato dalla Regione in raccordo con i prefetti e i sindaci, e con il supporto della Protezione civile nazionale, ha operato in modo efficace, consentendo di evitare la perdita di vite umane». E sarà la struttura regionale guidata da Salvo Cocina, domani, a illustrare i primi conteggi.

Adesso, l'appello a far presto arriva anche dal vertice dell'Ars: «Non c’è tempo da perdere – ha detto il presidente Gaetano Galvagno - né sulle risorse da immettere per ristorare i Comuni ed i privati, ma soprattutto non c’è tempo da perdere sulle procedure. Non possono passare anni da quando si approva una norma che ha effetto di spesa, alla realizzazione dell’intervento. In casi come questo, credo, sia necessario lavorare in deroga e velocizzare tutti gli iter affinché si possa tornare alla normalità».

Da Roma, intanto, Palazzo Chigi fa sapere che la premier Giorgia Meloni segue con attenzione, in costante contatto con il Ministro Nello Musumeci e con il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, l'evoluzione dell’eccezionale ondata di maltempo che sta interessando la Calabria, la Sardegna e la Sicilia. Meloni «è particolarmente vicina alle comunità colpite e raccomanda di seguire le indicazioni delle autorità locali, evitando ogni esposizione al rischio». La sottosegretaria ai Rapporti con il parlamento, Matilde Siracusano, fa sapere «che il governo nazionale segue la situazione con la massima attenzione» e che «in coordinamento con il presidente Renato Schifani, stiamo già predisponendo ogni misura per garantire supporto immediato e interventi concreti, affinché nessun territorio colpito resti senza aiuti». Mentre il leghista Nino Germanà si è detto costantemente «in contatto con il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini».

Ma adesso, fioccano gli inviti a intervenire al più presto, in una sorta di unico appello bipartisan. Il deputato regionale e sindaco di Taormina, Cateno De Luca, ha chiesto alla premier «di venire appena possibile nei luoghi colpiti dal ciclone Harry, per constatare personalmente la gravità della situazione e rendersi conto dell’urgenza degli interventi necessari», mentre l'europarlamentare del M5S Pasquale Tridico ha fatto sapere di avere «inviato, insieme al collega Giuseppe Antoci, una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al commissario Ue per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto, per segnalare la grave emergenza. Ho chiesto - ha aggiunto - alla Commissione di seguire con attenzione l’evoluzione della situazione e di valutare, sulla base delle stime ufficiali, l’eventuale attivazione dei meccanismi di solidarietà dell’Unione europea, incluso il Fondo di solidarietà Ue, per garantire un sostegno rapido e concreto ai territori colpiti». Ma anche dalla maggioranza giungono gli appelli a far presto, e non manca uno sguardo all'Europa: «Nelle prossime ore, assieme alla delegazione di FdI e al Gruppo Ecr – ha detto l'europarlamentare Ruggero Razza - chiederemo l’immediata estensione delle condizioni di utilizzo dei fondi di coesione, prevista dal regolamento Restore, anche alle calamità del 2026». Oggi sul tavolo del governo arrivano i primi numeri ufficiali. La conta dei danni darà il primo responso. E sarà molto vicino al mezzo miliardo di euro.