la storia
La resilienza a Riposto è già iniziata con i bobcat, Stromboli tagliata fuori dal circuito marittimo
Coste sventrate, attività distrutte e appello urgente per ristori in vista della prossima stagione estiva e difese costiere
Il ciclone Harry ha lasciato un segno indelebile sulle coste siciliane, trasformando in poche ore paesaggi familiari in scenari di pura devastazione. Immaginate di svegliarvi nella notte tra martedì e mercoledì, con il vento che ulula come una belva furiosa e le onde che si abbattono sul litorale di Riposto come martelli giganti: è quanto hanno vissuto gli abitanti di Torre Archirafi, Praiola e zone limitrofe. Ieri, 21 gennaio 2026, è partita la ricognizione dei danni, una fase delicata e meticolosa che proseguirà oggi, mentre il sindaco Davide Vasta solleva la voce per un intervento rapido del governo, essenziale per non mandare in fumo la stagione turistica che inizia tra pochi mesi.
Passeggiando idealmente lungo quel lungomare che un tempo era il vanto di Riposto, oggi si apre uno spettacolo desolante. A Torre Archirafi, cuore pulsante della frazione, i muretti di contenimento sono crollati come castelli di carte, i marciapiedi sbriciolati e pezzi di asfalto divelti dalla furia delle onde. La staticità delle strutture è a rischio, e prima di qualsiasi riapertura serviranno verifiche tecniche approfondite per evitare tragedie. Non lontano, nella zona della Capitaneria di Porto e in via Cristoforo Colombo, l'acqua ha trascinato imbarcazioni sulla carreggiata, come giocattoli dimenticati da un bambino gigante. Masse di detriti, new jersey e massi scaraventati dal mare hanno invaso strade e case: alcune abitazioni sono state sventrate, la rete fognaria è collassata in più punti, e numerose attività commerciali – bar, ristoranti, negozi che vivono di turismo estivo – giacciono distrutte. Nella notte più critica, famiglie intere, con bambini stretti in braccio, sono state tratte in salvo da pompieri e volontari mentre l'acqua saliva inesorabile.
Mentre i bobcat ruggivano già nel pomeriggio di ieri per sgomberare le sedi stradali e garantire l'accesso ai mezzi di emergenza, il lungomare resta chiuso al traffico veicolare. Anche le scuole hanno sospeso le attività didattiche, in attesa di controlli rigorosi sugli edifici. È una comunità sotto shock, ma con un grande cuore: cittadini e volontari lavorano fianco a fianco, rimuovendo detriti con le mani se necessario, dimostrando quel senso di responsabilità che rende la Sicilia unica. L’assessore alla Protezione Civile, Carmelo D’Urso, non nasconde la gravità: “L’evento è stato estremamente violento, una notte drammatica, ma la macchina comunale ha risposto con prontezza, assistendo le famiglie e avviando tutte le verifiche”.
In questo quadro già preoccupante, non manca il supporto istituzionale. Nel tardo pomeriggio di ieri, poco dopo le 17, è arrivato Gaetano Galvagno, Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, accolto dal sindaco Vasta e dall’assessore D’Urso. Hanno percorso insieme le aree più colpite, da Torre Archirafi al porto, dove la mantellata è stata seriamente danneggiata. “Ci troviamo di fronte a una situazione gravissima, con danni senza precedenti soprattutto lungo il nostro litorale”, ha dichiarato Vasta con voce ferma ma carica di urgenza. Il sindaco non si limita a contare i cocci: chiede ristori immediati per i privati che hanno perso case e attività, fondi per le pubbliche amministrazioni per ricostruire, e soprattutto uno snellimento della burocrazia che spesso paralizza il Sud. “La nostra economia si basa sul turismo, concentrato da aprile a ottobre: dobbiamo tornare alla normalità entro l’estate. Il ripascimento della costa è la priorità assoluta per prevenire altri disastri”. Oggi, 22 gennaio, è atteso il Ministro Nello Musumeci, e tutti sperano in annunci concreti.
Ma il ciclone Harry non ha risparmiato solo Riposto: le sue propaggini hanno flagellato anche le Isole Eolie, isolando Stromboli in modo drammatico. L’Autorità Marittima di Lipari ha interdetto lo scalo dell’isola a seguito delle mareggiate, con aliscafi e navi costretti a saltarla in attesa del sopralluogo di oggi. Alcuni residenti, per motivi di salute urgenti, hanno dovuto arrangiarsi: un viaggio avventuroso in gommone fino a Ginostra per poi imbarcarsi. Le altre Eolie sono tornate alla normalità, ma Alicudi conta ferite serie: l’elipista è danneggiata e la stradina che collega all’abitato è lesionata, complicando soccorsi e rifornimenti.
Questa sequenza di eventi estremi ci costringe a riflettere sul clima che cambia. Onde anomale oltre i 5 metri, cicloni subtropicali che lambiscono la Sicilia: non sono più eccezioni, ma la nuova normalità per coste fragili come quelle ioniche e eoliane. Riposto, con il suo porto e il litorale che attirano turisti da tutto il mondo, rischia grosso se non si interviene con difese costiere rinforzate. Casi analoghi, come le mareggiate che nel 2025 devastarono la Calabria, insegnano che i ritardi burocratici costano cari: milioni di euro persi, stagioni turistiche compromesse, famiglie sul lastrico.
Eppure, in mezzo al caos, emerge la resilienza siciliana. Volontari che non dormono da giorni, famiglie che si sostengono a vicenda, istituzioni che si muovono con velocità insolita. Il sindaco Vasta lo dice chiaro: “Voglio ringraziare tutte le forze in campo, i cittadini che collaborano con grande senso di responsabilità”. È questo spirito che farà la differenza. Mentre attendiamo gli sviluppi con il Ministro Musumeci, una cosa è certa: Riposto e le Eolie si rialzeranno, più forti di prima. Ma serve aiuto concreto, ora. Condividete questa storia se sentite il cuore siciliano battere forte: insieme possiamo spingere per i ristori e la ricostruzione.