la conta dei danni
Ustica isolata dal ciclone Harry: il porto spazzato via, la lotta dei pescatori per salvare le barche
Le parole del sindaco e dei residenti dopo il passaggio della tempesta
«Se vuoi salvare ciò che ti fa lavorare, devi farlo da solo, nessuno ti aiuta». Nelle parole del pescatore Mauro Mancuso, c'è tutta la paura e il senso d'isolamento degli abitanti di Ustica. Sempre più isola, da quando il porto è stato spazzato via dal ciclone Harry. «Abbiamo passato due giorni e una notte a sorvegliare incessantemente sotto le intemperie», spiega Mancuso, che con una decina di altri pescatori ha messo in sicurezza con ormeggi di fortuna le proprie imbarcazioni.
Non è possibile prevedere per quanto tempo Ustica rimarrà isolata. Inevitabilmente si prevedono disagi che dipenderanno dall’andamento del meteo.
Inoltre, l’imbarcazione della Liberty Lines utilizzata per il collegamento, ormeggiata a Palermo, ha subito gravi danni e dovrà essere oggetto di manutenzione.
«L'isolamento prolungato comporta diversi disservizi – spiega Valentina Poggi, residente dell’isola - come approvvigionamento dei beni alimentari e dei farmaci che arrivano da Palermo o la chiusura della scuola causa insegnanti bloccati».
Nella zona del porto principale erano partiti già dei lavori di rifacimento delle infrastrutture, ma adesso servirà capire come verranno portati avanti. I collegamenti con la terraferma sono interrotti da ormai tre giorni e non è ancora stata effettuata una precisa stima dei danni alle infrastrutture isolane dopo le forti mareggiate.
«Stiamo ancora facendo le verifiche - afferma il sindaco, Salvatore Militello - ma per le prossime settimane sarà difficile fare arrivare i passeggeri nella zona dell'imbarco della nave. Ho già fatto una prima relazione all' assessorato al Territorio e alla protezione civile. Adesso faremo anche un censimento dei danni in paese».
I forti venti e le onde hanno distrutto parte del manto stradale a ridosso della banchina del porto principale provocando l’accumularsi di enormi detriti nel lungomare e antistanti la sala d’attesa della zona imbarchi, in parte invasa dall’acqua, così come l’unica stazione di servizio. Anche il secondo attracco dell’isola, Cala Cimitero, ha subito danni: «Qui un mese fa erano state realizzate – conclude il sindaco - delle strutture in ghisa per rendere più sicuro l'attracco ma sono state portate via dal mare».