Ciclone Harry, aperta l'istruttoria per l'emergenza nazionale: Musumeci e Ciciliano oggi in Sicilia
Tra poco Schifani incontra i giornalisti dopo la giunta straordinaria. Danni ingenti in Sicilia orientale e isole minori: sopralluoghi e richiesta di stato di emergenza nazionale, urgono ripristino delle infrastrutture, sostegni economici e poteri straordinari ai sindaci
I danni causati dal ciclone Harry sono un caso di emergenza nazionale. Lo ha detto a chiare lettere il capo del dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano che nel pomeriggio sarà in Sicilia. «Con questi sopralluoghi nel sud Italia facciamo una valutazione di carattere tecnico per definire l’istruttoria per lo stato di emergenza nazionale, che poi viene sottoposta alla valutazione politica del Consiglio dei Ministri. Ma è di tutta evidenza che il presidente del Consiglio dei ministri e tutti i ministri si sono espressi in questa direzione», queste le parole pronunciate da Ciciliano a Cagliari che oggi sta effettuando delle visite nei luoghi più devastati. Dopo la Sardegna sarà in Calabria, sulla costa ionica, e in Sicilia, nel Messinese e nel Catanese. «In Sicilia - ha continuato Ciciliano - ci sarà veramente da lavorare per rimettere a posto anche se, in realtà, sono tante le opere da mettere in campo, c'è da fare il ripristino della viabilità, delle linee ferroviarie che sono state interessate, in alcune situazioni c'è da fare addirittura il ripristino delle superfici degli elicotteri che sono state danneggiate dagli eventi, e non ci dobbiamo dimenticare un elemento fondamentale che è legato ai porti e agli approdi delle isole minori che sono state quasi tutte danneggiate. Abbiamo la necessità di ripristinare quanto prima questo tipo di infrastrutture per consentire ovviamente il raggiungimento dei mezzi di trasporto che, da un lato portano ovviamente persone, ma dall’altro fanno attività commerciale, conferimento dei rifiuti, farmaci, carburanti e tutto quello che all’interno di un’isola piccola è necessario far arrivare dalla terraferma o dall’isola maggiore - ha concluso - questo diventa strategico soprattutto quindi quando devi rifinire con tempestività questi danni infrastrutturali importanti». Ciciliano arriverà a Santa Teresa Riva alle 15:15. Con lui il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci. Alla 16.15 Musumeci e Ciciliano saranno a Catania per un sopralluogo sul lungomare Ognina.
Intanto tra poco, poco prima delle 13, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani incontrerà oggi i giornalisti, alle 12.45, a Palazzo d’Orléans, per informare delle decisioni prese dopo la giunta straordinaria convocata per deliberare lo stato di crisi e di emergenza regionale e la richiesta di stato di emergenza di rilievo nazionale per i danni causati dal maltempo che ha colpito la Sicilia. Parteciperà anche il dirigente generale del dipartimento della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, in collegamento dalla sala operativa avanzata di San Giovanni La Punta, nel Catanese.
A Catania le scuole anche oggi sono chiuse. Sono in corso infatti le verifiche negli immobili che ospitano i vari istituti scolastici di primo e secondo grado. I sindaci dei comuni colpiti stanno affrontando un'emergenza dopo l'altra. «I danni provocati dal ciclone Harry hanno messo in ginocchio tutte le località costiere della Sicilia orientale. Il disastro è stato notevole e per tali motivi non sono necessari soltanto sostegni economici subito, non fra qualche mese, ma occorre dotare i sindaci di poteri straordinari per intervenire soprattutto nelle zone demaniali. La Sicilia è l’unica Regione d’Italia in cui il demanio è di competenza regionale e siccome i danni maggiori riguardano le zone costiere, occorre facilitare il lavoro dei sindaci», è lo sfogo di Roberto Ammatuna, sindaco di Pozzallo, città costiera del Ragusano.
La fase critica del maltempo è passata, ma per troppe famiglie l’emergenza continua. La situazione relativa all’interruzione dell’energia elettrica in diverse zone del nostro territorio non è più tollerabile, spiega il sindaco del comune ai piedi dell'Etna Belpasso, Carlo Caputo, su disservizi elettrici che stanno interessando numerose utenze cittadine, rimaste prive di corrente ormai da lunedì scorso a seguito dell’ondata di maltempo che ha colpito la Sicilia Orientale. Dell’accaduto il primo cittadino ha informato già la Prefettura di Catania.
Il presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano, sono davvero preoccupati delle conseguenze dei danni subiti nei comuni: «Dopo quanto accaduto negli ultimi giorni, la Sicilia è irriconoscibile». Non solo per i danni gravissimi e le devastazioni che hanno colpito in maniera violenta, in particolare le isole minori, il Messinese, il Catanese, il Siracusano e il Ragusano, ma perché intere comunità sono state colpite al cuore, trasformate e in molti casi sfigurate rispetto alla loro conformazione, alla loro identità, al loro rapporto storico con i luoghi. L’associazione dei Comuni siciliani ritiene indispensabile un immediato intervento straordinario dello Stato e della Regione per sostenere i Comuni colpiti e consentire il ripristino delle condizioni minime di sicurezza e vivibilità - spiegano i vertici - ma allo stesso tempo Anci Sicilia chiede che si apra una fase nuova, non ordinaria, non emergenziale, ma strategica. Una fase in cui la ricostruzione si accompagni a un profondo ripensamento e a una nuova riprogrammazione, che potrà essere affrontata solo partendo dai sindaci - sottolineano Amenta e Alvano - sono loro che, in queste ore, si stanno sbracciando per tenere insieme pezzi di paesi feriti, per far ripartire servizi, economie, relazioni sociali. Questi eventi hanno mostrato la fragilità complessiva della Sicilia. Non solo in prossimità di fiumi e torrenti, sulle montagne, nelle aree collinari, nei centri interni, ma anche negli oltre 1500 chilometri di costa della regione - affermano Amenta e Alvano - ovunque oggi sappiamo che possono verificarsi smottamenti, frane, crolli, esondazioni. Tutto è cambiato e ciò che è accaduto potrà certamente riaccadere. Non siamo più di fronte a eventi eccezionali da archiviare come parentesi. Siamo di fronte a un nuovo scenario strutturale, che impone un cambio radicale di visione.
«L'emergenza va affrontata con interventi immediati di ripristino individuando le priorità e per quanto riguarda i risarcimenti si vada anche agli ammortizzatori sociali in deroga per i lavoratori dei settori colpiti per i quali non sono attualmente previsti». Chiede invece il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, che segnala come esempio tra le priorità il ripristino della tratta ferroviaria Messina-Siracusa, collegamento strategico chiuso per i danni subiti. Per Mannino tuttavia, «il disastro conseguente all’eccezionale evento climatico testimonia ancora una volta la fragilità del territorio siciliano, totalmente impreparato tra infrastrutture inadeguate, manutenzioni inesistenti, mancato governo del territorio. E di questo - sottolinea il segretario della Cgil - le responsabilità politiche sono chiare: lo dobbiamo alle scelte antimeridionaliste del governo Meloni e all’inadeguatezza del governo Schifani». Un «grazie sentito» di Mannino, invece, va a quanti in questi giorni «sono stati in prima linea per evitare il peggio sotto il profilo delle vite umane». «Mentre le risorse per il dissesto idrogeologico, miliardi stanziati negli anni - aggiunge - non vengono spese bene per problemi di governance, c'è stato pure chi tra le file della maggioranza scelleratamente si è spinto a proporre la sanatoria edilizia vicino alle coste. E quando non si agisce sulla prevenzione l’emergenza arriva, i danni sono incalcolabili e i costi di conseguenza triplicano». «Gli interventi di ripristino ci siano subito dunque e partendo dalle priorità - afferma Mannino - ma contemporaneamente si pensi a come aggiustare la rotta superando sottovalutazioni, ritardi, inefficienze e dando il giusto peso alle cose che sono davvero importanti per la Sicilia. Si trasformino dunque i fondi disponibili in cantieri operativi, si rafforzi la capacità di spesa e pianificazione soprattutto al livello territoriale, si superi la frammentazione dei finanziamenti». Per Mannino occorre tra l’altro convocare subito i tavoli di partenariato per capire se è possibile recuperare risorse tramite il FSC. «Occorre un salto di qualità - conclude - nelle programmazione e riprogrammazione delle risorse e nella successiva gestione degli interventi per evitare che la Sicilia paghi prezzi così elevati come quelli di questi giorni».
«La priorità ora è aiutare persone, famiglie e imprese a rialzarsi». Afferma Luisella Lionti, segretaria della Uil Sicilia, dopo la devastazione provocata dal ciclone Harry in numerose aree dell’isola. «Chiediamo al governo regionale e al presidente Schifani interventi immediati e straordinari - aggiunge Lionti - per garantire la sicurezza delle comunità colpite, ripristinare strade, scuole, strutture pubbliche e luoghi di lavoro e sostenere l’occupazione nei territori messi in ginocchio dalla tempesta». La Uil Sicilia esprime piena solidarietà alle famiglie duramente colpite, ai lavoratori rimasti senza attività e a tutti coloro che in queste ore affrontano un’emergenza senza precedenti. Occorre dichiarare lo stato di calamità e attivare subito le risorse regionali e nazionali per la ricostruzione, senza burocrazia e ritardi - sottolinea Lionti - chiediamo che siano salvaguardati i posti di lavoro con ammortizzatori sociali adeguati e misure di sostegno alle imprese danneggiate, in particolare quelle del turismo, dell’artigianato e dell’agricoltura. La Uil Sicilia sollecita inoltre un piano di prevenzione strutturale: «Non possiamo continuare a contare i danni dopo ogni disastro - osserva Lionti - Servono politiche serie di tutela del territorio, investimenti contro il dissesto idrogeologico e una vera pianificazione per la sicurezza delle aree costiere. La Uil sarà accanto ai cittadini e ai lavoratori in ogni fase della ricostruzione, vigilando perché nessuno resti indietro».
Tutte le sedi territoriali della Cisl siciliana, delle associazioni Adiconsum, Anolf, Anteas, del Caf Cisl, del patronato Inas e del sindacato inquilini Sicet, sono a disposizione delle persone che hanno subito danni a causa del maltempo. Così la Cisl vuole essere concretamente vicina e al fianco dei cittadini e delle imprese in questo momento così difficile. «Riteniamo prioritario esserci nei fatti - dichiara il segretario generale Cisl Sicilia, Leonardo La Piana - garantendo il supporto di tutta la nostra organizzazione e di tutta la rete dei nostri servizi e delle associazioni» Il segretario generale della Cisl Sicilia sollecita il governo e il parlamento regionali ad adottare velocemente interventi straordinari di sostegno e ribadisce la necessità di varare prima possibile ogni misura di ammortizzatore sociale. «Il governo nazionale dichiari subito lo stato di calamità naturale - aggiunge La Piana - perché oggi l'esigenza è di fare presto e di agire con assoluta tempestività». La Cisl Sicilia rimarca, come già sottolineato dai segretari territoriali del sindacato, il grande impegno di tutte le lavoratrici e i lavoratori che in questi giorni sono stati in prima linea per fronteggiare l’emergenza. «A loro va il nostro sentito ringraziamento - continua La Piana - e deve andare quello da parte delle istituzioni a tutti i livelli. Ringraziamento che però non deve essere solo a parola, ma va tradotto in azioni e interventi che riconoscano il valore e le competenze di queste persone».
«Solidarietà alla popolazione e ai sindaci. Messina e la sua provincia sono in ginocchio. Serve l'aiuto di tutti. Dal Governo nazionale a quello regionale. Serve attivare immediatamente quelle procedure di emergenza per il ripristino delle infrastrutture principali e delle minime condizioni di vivibilità e sicurezza», afferma il segretario della Cisl di Messina, Antonino Alibrandi, sui danni dopo il ciclone Harry. «In paesi importanti e popolati - aggiunge il sindacalista - mancano luce e acqua, le vie di comunicazione, soprattutto i lungomari, sono stati distrutti. C'è un grave problema di sicurezza per la popolazione. Come Cisl, come segretario generale e come cittadino, ci tengo a ringraziare quanti sinora si sono adoperati per fronteggiare l’emergenza del ciclone Harry, dai lavoratori della sicurezza, forze dell’ordine, vigili del fuoco, ai volontari della protezione civile e a tutti quanti hanno lavorato e continueranno a farlo per affrontare quello che è una delle calamitò più pesanti degli ultimi vent'anni».
Gli Ordini di ingegneri e architetti di Catania, in una nota congiunta, annunciano la piena disponibilità a mettere a disposizione competenze tecniche e supporto operativo per ogni esigenza legata a sopralluoghi e valutazioni tecniche di prima necessità per fare fronte al maltempo con supporto alla pianificazione degli interventi urgenti e alla programmazione della messa in sicurezza e contributi tecnico-scientifici per strategie di prevenzione e adattamento ai cambiamenti climatici. «Un’emergenza che riapre la questione legata alla necessità di interventi rapidi ed efficaci per garantire la sicurezza di cittadini e infrastrutture - afferma il presidente dell’Ordine degli Ingegneri Mauro Scaccianoce - con il ciclone Harry che ha dimostrato quanto sia necessario intervenire tempestivamente per prevenire rischi maggiori e tutelare l’incolumità delle persone. Servono procedure snelle, immediate e straordinarie che consentano di passare rapidamente dall’emergenza alla messa in sicurezza del territorio». Un appello lanciato anche dal presidente dell’Ordine degli Architetti di Catania: «In queste ore - sottolinea Alessandro Amaro - la priorità è la sicurezza: verifiche puntuali, valutazioni di agibilità, attenzione alle condizioni del costruito e dello spazio pubblico, soprattutto nelle aree più fragili. La ricostruzione non può essere solo riparazione: deve diventare occasione per migliorare qualità urbana e resilienza, con interventi integrati su edifici, quartieri e servizi. Occorre avere una visione strutturale e a lungo termine per un’efficace strategia di prevenzione e adattamento - concludono i due presidenti - Ingegneri e Architetti sono pronti a fare la propria parte, in sinergia con istituzioni e comunità».