26 febbraio 2026 - Aggiornato alle 15:40
×

Il punto

Ciclone Harry, Schifani snocciola i numeri della devastazione: «740 milioni di danni e 70 milioni sbloccati»

Il presidente della Regione dichiara lo stato di calamità e approva un primo stanziamento di 70 milioni (50 subito, 20 da fondi globali). Aggiungendo però i mancati redditi delle attività produttive la stima dei danni supera il miliardo di euro.

22 Gennaio 2026, 13:55

19:44

Ciclone Harry, Schifani fa i numeri della devastazione: «740 milioni di danni e 70 milioni sbloccati»

Seguici su

È un presidente della Regione stanco quello che fa il primo bilancio dopo il passaggio della tempesta Harry, due giorni di maltempo che lo stesso Schifani definisce "un evento immane, il più violento da decenni". La stima provvisoria dei danni è di 741 milioni di euro in tutta la regione, un dato diffuso dallo stesso Schifani al termine di una riunione di giunta convocata con urgenza per proclamare lo stato di calamità regionale e stabilire cosa fare con il disastro causato dal maltempo. Stanziati 70 milioni di euro nell'immediato, per la ricostruzione si apre la strada a fondi del governo nazionale e a un commissario.

"È cambiato qualcosa": Schifani ne prende atto quasi con rassegnazione in conferenza stampa, parlando degli eventi climatici. "Passiamo dall'inferno degli incendi estivi ai cicloni. Voglio sottolineare però che il sistema di pre-allerta ha tenuto".

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da La Sicilia (@lasicilia.it)

Schifani passa poi a esporre i numeri dei danni, "per forza incompleti dato che ci sono quelli indiretti, per mancati commerci e danni alle imprese che non lavoreranno", annunciando l'arrivo di 50 milioni di euro nell'immediato più altri 20 per cui occorre un passaggio dell'Ars. Fondi assegnati alla Protezione civile per le spese immediate e la messa in sicurezza di strutture e territorio. "Da oggi - annuncia Schifani - il 50 per cento della mia attività sarà dedicato ad affrontare la soluzione di questa disgrazia che ci è caduta addosso".

Uno sforzo che per il presidente della Regione consisterà non solo nel reperire i fondi necessari, ma nel farli funzionare velocemente. Cita più volte la possibilità di attivare la legge sui disastri, che prevede una fase di ricostruzione guidata da un commissario a cui è possibile agire in deroga, e poi fa ipotesi su dove trovare i soldi per la ricostruzione, assicurando: "Le risorse ci sono". Il dialogo con il governo centrale, dice, è continuo e proficuo, presto sarà richiesta la calamità nazionale attraverso cui si può avere accesso a diversi fondi e anche i singoli ministri, come Salvini che dalle Infrastrutture ha competenza per i porti, hanno assicurato che ci saranno. «Ho parlato col ministro Nello Musumeci - ha aggiunto Schifani - Ci è stato raccomandato di essere completi nell’acquisire la documentazione sui danni e poi procederemo con la richiesta dello stato di calamità naturale nazionale». Il governo Schifani sta valutando anche l’eventuale ricorso al fondo di solidarietà dell’Ue e la riprogrammazione dei fondi Fsc per reperire le risorse necessarie».

Quello che preme di più a Schifani, dice in un passaggio della conferenza stampa, è dire ai siciliani che la Regione ci sarà. Dunque annuncia un tour di due giorni per visitare le zone più colpite e l'interesse anche per i danni indiretti subiti da chi ha avuto case e strutture spazzate via dalle onde. "Stiamo valutando di chiedere la sospensione delle rate dei mutui e un qualche intervento sui tributi", dice Schifani. Che alla fine si concede anche un po' di ottimismo per gli operatori balneari e turistici colpiti: "In fondo siamo a gennaio, non è impossibile ripartire in tempo per la stagione estiva".

In collegamento dal centro operativo di San Giovanni La Punta, in provincia di Catania, il dirigente della Protezione civile regionale Salvo Cocina, che è stato nominato commissario straordinario per l’emergenza regionale dal governo Schifani, ha spiegato che sono stati colpiti centinaia di chilometri di costa lungo lo Ionio e il canale di Sicilia, con danni ingenti a stabilimenti balneari, insediamenti residenziali e ricettivi.

"Ci sono stati due feriti ma si tratta di persone che hanno violato il divieto di transitare lungo le strade costiere chiuse", ha detto Cocina.

Supera il miliardo di euro la stima complessiva dei danni provocati in Sicilia dal ciclone Harry che in due giorni ha devastato infrastrutture, strade, porticcioli, stabilimenti balneari, attività produttive e ricettive soprattutto lungo la fascia costiera jonica e in quella che si affaccia sul Canale di Sicilia. Ai 741,5 milioni di euro, calcolati dalla Protezione civile regionale e comunicati stamani dal governatore Renato Schifani, si dovranno aggiungere, apprende l’Ansa da fonti istituzionali regionali, i mancati redditi delle attività produttive e sui quali si lavora a ristori e contributi.