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Il dopo maltempo

Musumeci al Lungomare di Catania: «Danni provvisori per 741 milioni di euro. Aspettiamo la richiesta dello stato d'emergenza»

Il sopralluogo del ministro della Protezione civile: possibile affidamento dei primi ripristini direttamente ai Comuni

22 Gennaio 2026, 18:36

18:48

Musumeci al Lungomare di Catania: «Danni provvisori per 741 milioni di euro. Aspettiamo la richiesta dello stato d'emergenza»

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«Bisogna capire quante sono le attività danneggiate, quali quelle coperte da assicurazione. Ricordo che da qualche mese in Italia l’assicurazione contro le catastrofi è obbligatoria contro una catastrofe e quindi in generale, e quindi è una ricognizione che va fatta attentamente». Lo ha dichiarato il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, durante un sopralluogo nei luoghi della Sicilia orientale colpiti dal ciclone Harry, insieme al capo del Dipartimento, Fabio Ciciliano, sul lungomare di Ognina a Catania. Il ministro ha inoltre aperto alla possibilità di affidare direttamente ai Comuni le prime attività di ripristino, laddove in grado di agire come soggetti attuatori.

«Non escludiamo neanche l’ipotesi – ha aggiunto – di mettere intanto subito a disposizione dei Comuni, se sono attrezzati, di diventare soggetti attuatori per potere direttamente farsi carico del ripristino dei luoghi dove la ricostruzione dovesse apparire, come mi è sembrato di capire nel Messinese, particolarmente complessa e complicata. Lì bisognerà naturalmente procedere alla dichiarazione dello stato di ricostruzione». Sul fronte dell’emergenza, Musumeci ha chiarito l’iter amministrativo e i tempi attesi: «Aspettiamo che dalla Regione arrivi formalmente la richiesta di stato di emergenza per la Sicilia, i Comuni sono chiamati in queste ore a procedere alla verifica dei danni, ad avanzare una sommaria stima e trasmettere gli atti alla Regione. Sulla scorta dei documenti ricevuti dei Comuni colpiti la Regione formula la richiesta al Dipartimento nazionale e quindi al ministro che poi porta al Consiglio dei ministri la richiesta. Tutto può avvenire nello spazio di tre o quattro giorni». E, guardando alla fase successiva, ha avvertito: «Se si ricostruisce si deve pensare che possa esserci una replica, fra dieci, venti o 50 anni, ma occorre ricostruire con una nuova pianificazione». Frattanto secondo le prime rilevazioni del Dipartimento regionale della Protezione civile, la provincia di Messina risulta al momento la più colpita, con danni stimati in 110 milioni di euro. Seguono Catania, con 85 milioni, e Siracusa con 47 milioni. Il conto complessivo, ancora provvisorio, ammonterebbe a 741 milioni di euro, cifra cui andranno aggiunte le perdite legate ai mancati redditi delle attività produttive distrutte.

«Noi siciliani, lasciatemelo dire, non abbiamo bisogno delle spinte emotive di altre parti d’Italia che comunque hanno sempre manifestato e manifestano grande solidarietà. Rimbocchiamoci le maniche come fanno altrove. Sappiamo che dobbiamo fare i conti con queste criticità», ha aggiunto il ministro. «Bisogna convivere con i rischi - ha aggiunto -. Noi siciliani che siamo abituati al rischio sismico, al rischio vulcanico, al rischio frane idrogeologico. Non abbiamo bisogno di spinte altrui, sappiamo che è così, siamo caduti bene e prendiamo respiro, rialziamoci e cerchiamo di capire cosa bisogna fare per ripristinare le condizioni essenziali». Per Musumeci, «non ci sarà un problema di risorse finanziarie. Ecco, questo lo dico subito, il problema sarà di progettualità e di capacità di spesa, perché si opererà in deroga ad alcune importanti procedure ordinarie».

«Non ci sono state vittime né feriti perché l’allerta ha funzionato. E questa è la cosa più importante. Avere preannunciato e proceduto alla evacuazione delle case e delle aree maggiormente esposte alle mareggiate ha evitato il peggio. Dopodiché possiamo cominciare a ricostruire e io sono sicuro che dobbiamo ringraziare gli amministratori comunali, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, la protezione civile e il volontariato. Hanno lavorato davvero con grande impegno e con grande passione».