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Viabilità

Via Fisichelli “nuova”, ma è sempre un... fiume

S. Giovanni La Punta: nonostante l'investimento regionale di un milione di euro la strada resta impraticabile. Il consigliere Bruno: «Luci sull'appalto»

22 Gennaio 2026, 21:30

Via Fisichelli “nuova”, ma è sempre un... fiume

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Sei mesi di transenne, deviazioni chilometriche e il fiato sospeso dei commercianti della zona. Poi, finalmente, la riapertura. Ma per i cittadini di S. Giovanni La Punta e dei comuni limitrofi, la fine del cantiere di via Fisichelli non ha segnato l’inizio di una nuova era, bensì il ritorno a un incubo già visto, reso ancora più amaro dal sapore della beffa.

Nonostante l’investimento di oltre un milione di euro stanziato dalla Regione Siciliana, la strada continua a trasformarsi in un fiume in piena alla prima pioggia. Quello che doveva essere il "grande intervento risolutore" per il collettore delle acque bianche sembra essersi arenato davanti alla prova del fango. Il progetto era chiaro sulla carta: convogliare le acque meteoriche che scendono dai versanti di Pedara e Viagrande per evitare che via Fisichelli diventasse, come da triste tradizione, il punto di raccolta naturale di una massa d'acqua incontrollabile.

Eppure, le immagini catturate dagli smartphone durante gli ultimi temporali mostrano una realtà brutale: automobili sommerse fino ai fari, conducenti intrappolati nell'abitacolo e fiumi di acqua che corrono indisturbati sopra l'asfalto nuovo di zecca.

L'ironia più amara arriva dai canali ufficiali. Durante l'ultimo nubifragio, il sindaco di Pedara, Alfio Cristaudo, ha dovuto diramare un avviso che sa di resa istituzionale. «Il Comune di San Giovanni La Punta ci comunica che via Fisichelli è resa impraticabile. Si consiglia fortemente di scegliere strade alternative». Viene da chiedersi: se dopo un milione di euro la soluzione è ancora "fare il giro largo", che valore ha avuto quell’investimento?

Se la politica arranca, il web non perdona. I gruppi Facebook locali sono stati inondati di video e testimonianze dirette. «Ho avuto paura di non riuscire ad aprire la portiera» scrive un automobilista rimasto bloccato. Molti puntano il dito non solo contro la mancata efficienza dell'opera, ma anche contro il fatto che la strada sia rimasta chiusa per metà anno, paralizzando il commercio locale, per ottenere un risultato che oggi appare nullo.

La vicenda è ora diventata un caso politico rovente. Il consigliere comunale Giuseppe Bruno ha rotto gli indugi, annunciando un' azione ufficiale per fare luce sulla gestione dell'appalto e sulla qualità dei lavori eseguiti. «E’ inaccettabile che una cifra così ingente, proveniente dalle casse regionali - spiega il consigliere Bruno - non produca il beneficio sperato. Bisogna capire se l'errore risiede nella progettazione, nella direzione dei lavori o se ci siano stati difetti tecnici nel sistema di raccolta».