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il verdetto

Il conto salato del ciclone Harry: servono oltre 33 milioni di euro per far ripartire la provincia di Agrigento

Dalle infrastrutture portuali alla viabilità, la Protezione Civile stila il bilancio (provvisorio) del disastro

Dario Broccio

22 Gennaio 2026, 19:04

Il conto salato del ciclone Harry: servono oltre 33 milioni di euro per far ripartire la provincia di Agrigento

Ammontano a circa 33.600.000 euro i danni stimati del devastante passaggio del ciclone Harry nell'Agrigentino. Lo riporta la tabella della Protezione civile regionale diffusa oggi a Palermo nel corso di una conferenza stampa tenuta dal presidente della Regione, Renato Schifani, nel corso della quale è stata resa nota la dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza regionale per il maltempo dei giorni 19, 20 e 21 gennaio e la richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale.

Nello specifico, per quanto riguarda l'Agrigentino, 10.000.000 euro riguardano danni a viabilità e servizi a rete; 2.800.000 euro per danni ad attività produttive, commerciali e balneari; 12.000.000 per danni a infrastrutture portuali; 1.500.000 euro per danni all'edilizia pubblica; 800.000 euro per danni a insediamenti ed edilizia residenziale; 1.000.000 per dissesti idrogeologici; 1.000.000 per ristori beni mobili; 4.500.000 per "altro". Si tratta - è doveroso ribadire - di stime provvisorie.

Il presidente Schifani nel corso del suo intervento ha parlato anche della fase successiva all'emergenza, quando l’impegno delle Istituzioni sarà tutto rivolto alla ricostruzione: «Attraverso una legge quadro nazionale del 2025 - ha detto - vi è la possibilità di riconoscere lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale. Grazie a una governance centralizzata, e con la nomina di un commissario straordinario, sarà possibile coordinare interventi di natura pubblica e privata e accedere a procedure semplificate per cittadini e imprese. Inoltre, gli uffici stanno valutando se vi siano i presupposti per accedere al fondo di solidarietà europeo o a una riprogrammazione dei fondi Fsc per reperire le risorse necessarie. Ho già avvisato tutti che, da ora in avanti, il 50 per cento della mia attività istituzionale sarà dedicato a questo».