Maltempo e danni
Porto di Tremestieri: riapertura parziale dopo il ciclone, ma resta il nodo dragaggi e lavori
Il cantiere per il nuovo porto è fermo al 37% dell'appalto. Nonostante il passaggio del ramo d'azienda alla nuova impresa (Bruno Teodoro Costruzioni), il cronoprogramma originale è saltato.
Torna operativo l’approdo di Tremestieri. Dal pomeriggio di ieri il via libera, da parte della Capitaneria di porto, all’utilizzo del molo nella zona Sud. Una apertura parziale. Il disco verde è arrivato, infatti, solo per lo scivolo numero 1.
Nella mattinata di oggi sono previsti ulteriori verifiche ai fondali, eseguite dai tecnici incaricati dall’Autorità di sistema portuale dello Stretto. Ma dalle prime ricognizioni effettuate non si registrerebbero danni. Questo significa che, nelle prossime ore, potrebbe arrivare anche l’ok all’utilizzo del secondo scivolo.
Nonostante la furia del ciclone Harry, che si è abbattuto sulla costa jonica del Messinese, l’infrastruttura sembra avere retto. Resta, tuttavia, da affrontare il tema della gestione ordinaria dell’approdo. Martedì scorso, la Uiltrasporti ha acceso i riflettori sul problema della mancata autorizzazione al dragaggio dei fondali. Il sindacato si è rivolto alla Regione chiedendo l’introduzione di procedure più snelle per consentire interventi celeri in caso di insabbiamento.
A Tremestieri ripartono le attività e si guarda con preoccupazione al futuro dell’infrastruttura. I ritardi nei lavori di ampliamento sono un dato di fatto. Gli interventi sono giunti al 37% dell’appalto. Entro fine mese dovrebbero iniziare le trivellazioni in mare per la collocazione delle palificazioni necessarie per la costruzione della diga foranea. Ma si attende il pronunciamento dei tecnici sull’ipotesi dell’adozione di una variante.
L’unica certezza in questo momento è che il cronoprogramma fissato alla ripartenza dei lavori, dopo la cessione del ramo di azienda dalla Nuova Coedmar all’impresa Bruno Teodoro Costruzioni, è saltato. Il tavolo tecnico istituzionale voluto da Palazzo Zanca, che si riunirà periodicamente, servirà a fare il punto della situazione sull’appalto che vale 90 milioni di euro.
Infrastruttura strategica che dovrà risolvere il problema dell’attraversamento dei mezzi pesati dal centro città. Questione che il Comune intende affrontare potenziando i controlli e con l’introduzione di alcune modifiche all’ordinanza del 2012 che vieta il passaggio dei Tir in alcune fasce orarie della giornata. L’approdo di emergenza, infatti, non sempre riesce a smaltire tutto il traffico gommato di passaggio dallo Stretto di Messina.