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il ciclone nel siracusano

Natura Sicula: «Autorità complici dell’abusivismo, la natura si è ripresa il suo spazio»

Il presidente Morreale: Harry ha divorato muri e cancelli costruiti abusivamente e poi sanati a due passi dal mare

23 Gennaio 2026, 06:30

Natura Sicula: «Autorità complici dell’abusivismo, la natura si è ripresa il suo spazio»

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«La natura ha compiuto quello che avrebbe dovuto fare l'uomo». Non usa mezzi termini Fabio Morreale, presidente di Natura Sicula, intervenendo sui disastri provocati dal ciclone Harry soprattutto lungo il litorale siracusano. «Il vento forte e le potenti mareggiate degli ultimi giorni – dice Morreale – hanno divorato muri, cancellate costruiti abusivamente o poi sanati a due passi dal mare. Era inevitabile che, prima o poi, la natura avesse presentato il conto che è abbastanza salato». Morreale va oltre: «Ciò che più lascia pensare è che, questi danni provocati alle abitazioni di cittadini privati, saranno ristorati con fondi pubblici, quindi, siamo noi contribuenti a ripristinare barriere innaturali, destinate ad essere nuovamente inghiottite alla prossima mareggiata».

Morreale è un ambientalista molto noto e altrettanto sensibile ed attivo nel denunciare situazioni di illegalità sul territorio. «Ho presentato alle istituzioni pubbliche decine di segnalazioni che attengono il Plemmirio, la riserva Ciane e Saline e tra le ultime quella di un solarium all'Asparano – dice Morreale – segnalazioni che, purtroppo, cadono quasi subito nel dimenticatoio con il risultato che è davanti ai nostri occhi perché, oltre alle ferite inferte al centro urbano, non si possono ignorare le devastazioni nelle zone balneari. Tendiamo a interpretarli come attacchi del mare alle opere umane; in realtà, sono i momenti in cui la natura reclama ciò che le è stato sottratto. Il litorale, da Asparano a Ognina, appare oggi come un teatro di guerra, recinzioni abbattute, asfalto divelto e detriti che invadono le carreggiate. Scene identiche si ripetono alla Fanusa, all’Arenella e a Fontane Bianche. Il filo conduttore è lo stesso: l’eccessiva vicinanza delle costruzioni alla riva. L’abusivismo edilizio ha un costo che la forza del mare, prima o poi, presenta a chiunque, senza distinzioni di ceto o privilegià.

Per il presidente di Natura Sicula, «la speranza è che la ricostruzione avvenga nel rispetto delle fasce di tutela, arretrando le proprietà laddove possibile. Tuttavia, il timore è che prevalga ancora una volta l’attaccamento alla "roba", spingendo a ricostruire esattamente dove il mare ha già dimostrato di voler passare. L’abusivismo, spesso tollerato da autorità a loro volta complici, ha trasformato le coste in una colata di cemento. Forse, paradossalmente, solo la frequenza di questi eventi potrà imporre il ripristino di un equilibrio ormai perduto. Spetta ora agli amministratori locali agire con fermezza, anteponendo le leggi della natura agli interessi privati».