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Polemiche

Il Ponte sullo Stretto tra resistenza al ciclone e fondi da stornare. Musumeci: «Lasciamo stare il partito del "Benaltrismo"»

La fattibilità del Ponteancora una volta divide Destra e Sinistra. Elly Schlein: «Destinare le somme dell’annualità dell'opera per il ripristino immediato delle infrastrutture»

Redazione La Sicilia

22 Gennaio 2026, 23:13

Il Ponte sullo Stretto tra resistenza al ciclone e fondi da stornare. Musumeci: «Lasciamo stare il partito del "Benaltrismo"»

Il Ponte sullo Stretto continua a dividere le due aree politiche del Paese di Destra e Sinistra anche in tempo di cicloni. Mentre la Sicilia e la Calabria sono alla conta, dolorosa, dei danni, c'è chi si chiede se l'infrastruttura, che dovrebbe collegare l'Isola al resto dell'Italia, avrebbe resistito alla furia del vento e delle mareggiate dei giorni scorsi, e c'è chi continua a ribadire la necessità di destinare i fondi per il Ponte ad altri bisogni.

“La politica ha il compito di fissare gli obiettivi, come raggiungerli è compito dei tecnici. Io sono convinto che il ponte sulle due sponde sia una necessità infrastrutturale per poter tirare fuori il Sud da una condizione di marginalità, se dovesse resistere a una determinata calamità questo è un compito che dovranno affrontare i tecnici e sciogliere ogni dubbio, ognuno con le proprie competenze”, ha risposto il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci nella trasmissione "10 minuti" Su Rete 4, condotta da Nicola Porro. Musumeci oggi pomeriggio è stato a Santa Teresa di Riva, nel Messinese, e poi a Catania per un sopralluogo post maltempo. “Non si dica però che con i soldi del ponte potremmo mettere in sicurezza la ferrovia o le strade perché questo appartiene al partito del "benaltrismo" - ha aggiunto -. Una cosa è fare il ponte altra cosa è mettere a sesto le strade, le autostrade e le ferrovie che è un’altra fonte di finanziamento che non interferisce con il ponte”.

La segretaria del Pd Elly Schlein, nell'esprimere la solidarietà del suo partito a tutte le famiglie, imprese e attività colpite dalla violenza del ciclone, è però di tutt'altro avviso: «Il ministro Salvini, che chiede lo Stato di emergenza, potrebbe ad esempio iniziare a destinare le somme dell’annualità del Ponte sullo Stretto per il ripristino immediato delle infrastrutture, così come abbiamo già chiesto con un emendamento al Milleproroghe. Allo stesso modo il Pd ha chiesto che vengano differite al 2027 tutte le scadenze contributive per sostenere le famiglie e le imprese colpite. Bene infine che governo e ministri annuncino di volersi recare nelle zone colpite ma qui servono misure specifiche, immediate e non rinviabili».

Ieri anche il vicepresidente del gruppo del Pd al Senato, Antonio Nicita, aveva sollecitato in Aula uno storno dei fondi destinati al Ponte. «Si reindirizzino, nel medesimo provvedimento, i fondi FSC destinati per il 2026 al Ponte sullo Stretto, visto che, come sappiamo, non saranno utilizzati per l’opera, anche al ristoro dei danni (individuati al momento in circa 1 miliardo) e agli investimenti infrastrutturali necessari. Si destini la quota di 5 miliardi PNRR inclusi in INVEST-EU in attività infrastrutturali di contrasto ai danni climatici che costantemente ad ogni stagione interessano il nostro Paese».