La presentazione
Giustizia, il Comitato per l'avvocatura etnea per il no: "Questa riforma mina l'indipendenza della magistratura"
Al Giardino di Scidà a Catania sono stati illustrati i motivi che porteranno molti avvocati a votare no al referendum del 22 e 23 marzo
Molti avvocati catanesi voteranno no al Referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. Lo hanno ribadito senza filtri, stamattina, al Giardino di Scidà - bene confiscato gestito da I Siciliani, dove si è tenuta la conferenza stampa del Comitato Avvocatura Etnea per il NO al Referendum sulla giustizia.
Alla presenza di tanti avvocati, rappresentanti delle associazioni, magistrati e semplici cittadini, l'avvocato Goffredo D’Antona, portavoce del Comitato, e gli avvocati Carmen Mirabella e Francesco Faro hanno dato avvio ai vari interventi.
Nel corso del dibattito si è voluto evidenziare come sia «un dato infondato che l’avvocatura italiana sia compatta per il sì», infatti non solo nel distretto di Catania ma in tanti fori della Repubblica gli avvocati per il No si stanno costituendo in comitati spontanei.
È stato sottolineato che «la decisione di tante avvocate e avvocati non è né una scelta politica per dire NO a questa maggioranza di Governo, avendo il comitato etneo una forte trasversalità politica, né una mera difesa dei magistrati».
«È una riforma inutile — hanno detto — che crea nuovi centri di potere della politica, aumentano a dismisura i costi che ben potrebbe essere utilizzati per altri fini. Scegliendo di votare no si è scelto di difendere la Costituzione, in quanto questa riforma mina uno dei pilastri della democrazia costituzionale, ovvero l’indipendenza della magistratura».
L'introduzione del sorteggio per i componenti togati del Csm, lo sdoppiamento di questo, l'introduzione dell’Alta Corte, la delegittimazione costante della magistratura, sono strumenti inaccettabili, che gli avvocati rifiutano poiché — hanno concluso — mettono a rischio l’autonomia della Giustizia.