15 febbraio 2026 - Aggiornato alle 21:57
×

le iniziative

Catania, la devastazione nei villaggi a mare. Cittadini al lavoro: «Il ripristino lo cominciamo da soli»

Lontano dai riflettori pubblici, alle latitudini di Plaia e Villaggi a mare non ci si sta fermando un attimo. Il litorale sabbioso ha cambiato la sua orografia, tema di cui si dovrà tenere conto nella stesura del Pudm

23 Gennaio 2026, 09:51

ciclone catania

Seguici su

Dopo il ciclone Harry, e pur lontano dai riflettori pubblici, alle latitudini di Plaia e Villaggi a mare non ci si sta fermando un attimo. Il litorale sabbioso ha ora cambiato la sua orografia, ed è un tema di cui si dovrà tenere conto nella stesura in corso del Pudm (Piano utilizzo demanio marittimo), sulla cui base e secondo la direttiva Bolkestein alla fine del 2027 le concessioni dovranno andare in gara.

Alla Plaia non è solo partita la conta dei danni, pur ingenti, ma anche quella per la ricostruzione. Ieri la Città metropolitana ha avviato la rimozione della sabbia che rende impraticabile viale Kennedy: lo resterà fino al termine delle operazioni. I balneari restano alle prese con la mancanza di corrente elettrica (chi può si è dotato di gruppo elettrogeno) e fanno fronte alle perizie tecniche della distruzione, ma pensano anche al futuro del litorale.

Ieri avevamo descritto la situazione del lido Le Capannine, non diversa da quella degli altri stabilimenti. Il lido Alkamar, lambito dal canale Arci, è andato completamente distrutto, non si contano le inondazioni e i danni nelle strutture fisse, oltre alla caduta di pali elettrici e di alberi registrati ovunque. Parlavamo di futuro: «Non è concepibile lasciare i varchi aperti che hanno riempito di sabbia il viale – ha tuonato Enzo Fargione, titolare di La Cucaracha – i ripari verso la strada diventano essenziali, spero si sia finalmente capito. Ancora più importante diventa la realizzazione della cosiddetta diga soffolta, una sorta di barriera sottomarina a contrasto di mareggiate e cicloni ormai sempre più frequenti, come fatto a Chioggia e perfino a Sant'Alessio Siculo».

È un messaggio chiaro lanciato a Comune, Regione, ma anche al governo nazionale e al ministro a Protezione civile e Mare Nello Musumeci, che tra l'altro ieri era in sopralluogo in alcuni dei posti più colpiti da Harry. Non alla Plaia, e non certo ai Villaggi a mare, in particolare al Primosole Beach II, teatro di evacuazioni nottetempo e devastazioni. «Avevamo scritto in tempi non sospetti a Musumeci, quando era presidente della Regione – ricorda Maria Grazia Wagner, del Comitato del Villaggio – proprio per richiedere frangiflutti o qualche sistema per contrastare le mareggiate. Avevamo avuto un contatto con il suo capo di gabinetto, ma non aveva avuto seguito». Tornando a oggi, «si sta ripristinando la corrente – continua – e sostituendo i contatori guasti. Stiamo avvisando via email la Città metropolitana: interverremo subito noi per ripulire le strade e i canali di scolo da fango e detriti, ma poi chiederemo il rimborso, anche se parziale».