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La storia

Lo svincolo più caotico d'Europa si trova in Sicilia: buio, segnaletica carente e gran caos

Ex bivio La Spia: pavimentazione sostenibile e lavori tecnici riusciti, ma rotatorie a otto, illuminazione assente e segnaletica carente creano confusione e pericolo

23 Gennaio 2026, 17:40

Lo svincolo più caotico d'Europa si trova in Sicilia: buio, segnaletica carente e gran caos

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C’è uno svincolo alle porte di Caltanissetta che, più che un’infrastruttura moderna, sembra un rompicapo stradale. È il famigerato ex bivio La Spia, punto di incrocio tra la SS 122, che sale da Santa Caterina e Xirbi, e la SS 640, proveniente dall’autostrada A19 Palermo-Catania. Un nodo viario strategico, riaperto lo scorso settembre, ma che continua a far discutere e non poco, oltre a creare tanti problemi. Nonostante la riapertura al traffico, infatti, l’area resta in modalità cantiere, con lavori ancora in corso su via Borremans, gestiti da Anas, nell’ambito delle opere compensative legate all’ammodernamento della SS 640.

Gli interventi hanno riguardato il risanamento completo della pavimentazione stradale, realizzato con tecniche sostenibili come il riciclaggio a freddo, che ha permesso il riutilizzo totale del materiale della vecchia pavimentazione, evitando conferimenti in discarica e l’estrazione di nuove materie prime. Dal punto di vista tecnico, l’opera è considerata un successo: una strada completamente ammodernata, conforme agli standard qualitativi Anas, con benefici economici e ambientali evidenti. Tuttavia, la riapertura è avvenuta mentre sono ancora in corso le lavorazioni di finitura: posa del tappeto di usura, cordoli di delimitazione, barriere di sicurezza e segnaletica orizzontale e verticale.

Tra le opere incomplete resta ancora l’illuminazione del bivio, incrocio ex La Spia. Il nodo critico è proprio lo svincolo dell’ex bivio La Spia, un incrocio che, visto dall’alto, ha la forma di un otto: due rotatorie ravvicinate, a distanza di pochi metri l’una dall’altra, con ben cinque uscite e una quantità di indicazioni che sembrano puntare verso ogni angolo della Sicilia: Caltanissetta, Palermo, Catania, Agrigento, Caltanissetta Sud, Santa Caterina, Marianopoli, Villarosa. Il risultato? Confusione totale. Automobilisti che entrano nella rotatoria senza capire da dove arrivano e, soprattutto, da dove uscire. C’è chi gira più volte all’interno dell’anello, chi imbocca la direzione sbagliata e chi, esasperato, tenta manovre azzardate.

Ma il problema più grave si manifesta nelle ore serali e notturne. Lo svincolo, di fatto, risulta completamente al buio. Senza un’illuminazione adeguata orientarsi diventa un’impresa. Diversi automobilisti raccontano di essersi persi, di aver girato più volte “all’impazzata” nelle rotatorie e, nei casi più estremi, di essersi fermati e scesi dall’auto per chiedere informazioni ad altri automobilisti in transito. Una situazione oggettivamente pericolosa, sia per chi scende dal veicolo in mezzo ad uno snodo stradale ad alta percorrenza, sia per chi viene fermato all’improvviso e si trova davanti persone sconosciute in strada, con comprensibile timore.

Nessuno mette in discussione l’importanza dell’opera, né la qualità tecnica degli interventi. Al contrario: al completamento dei lavori, la città di Caltanissetta potrà contare su un collegamento rapido e moderno con lo svincolo di Caltanissetta Nord della nuova SS 640, ormai in via di definitivo completamento. Ma nel frattempo, la domanda resta una sola: è accettabile lasciare aperto uno svincolo così complesso, privo di illuminazione e con segnaletica carente? Va bene la riapertura in modalità cantiere, va bene sopportare qualche semaforo di troppo e qualche disagio temporaneo. Ma la sicurezza stradale non può essere un optional, soprattutto in un punto che dovrebbe rappresentare il biglietto da visita infrastrutturale della città.

Perché uno svincolo moderno, sostenibile e strategico, se non è comprensibile e sicuro, rischia di diventare soltanto… lo svincolo più incasinato d’Europa.